ESERCIZIO 23: CONSIDERARE GLI ALTRI

Questo esercizio non è affatto semplice, ma ci permette di sviluppare un po’ alla volta
uno spazio interiore più libero. 

Scelgo una persona che incontro spesso nella mia quotidianità e con la quale mi sento in difficoltà, perché mi infastidisce, mi tratta male, è invidiosa, etc etc.

E’ importante iniziare l’esercizio scegliendo qualcuno con cui non mi sento molto coinvolto
(partner, genitori, datore di lavoro, insegnante).
Per esempio, può essere un collega di lavoro, un vicino di casa, un cliente, o una persona
che per qualunque motivo non mi piace o che mi fa sentire a disagio.

Dopo aver scelto, tutte le volte che entro in contatto con questa persona faccio un lavoro di “considerazione esteriore” (*vedi testo di Ouspensky in basso), cioè mi metto nei suoi panni,
mi apro all’Ascolto senza reagire e senza esprimere quello che sento interiormente. 
Osservo questa persona e cerco di avere una comprensione del suo mondo,
delle sue necessità, del suo punto di vista, anche se interiormente provo fastidio.

Scoprirò che se qualcuno mi attacca non lo fa in modo diretto e personale,
anche se così sembra. Se qualcuno mi attacca in qualche modo
si sente a sua volta a disagio, perché è interiormente in difficoltà:
magari gli ricordo qualcuno con cui ha avuto a che fare in passato 
oppure una situazione difficile
e automaticamente le sue reazioni propongono gli stessi schemi meccanici. 

Questo esercizio è una grande opportunità
per imparare a considerare gli altri diversamente

e osservare i miei disagi interiori con la libertà di non esprimerli. 

Potrò scegliere liberamente come comportarmi.
Potrò vedere aspetti delle altre persone che prima ignoravo.

Ognuno fa del suo meglio, anche chi mi tratta male.

Quella signora mi guarda malamente. Forse mi disprezza. Dentro, sento per lei dell’antipatia, ne sono infastidito, ma fuori sono gentile. Sono costretto ad essere gentile, perché oggi ho bisogno di lei. Interiormente, sono quel che sono, ma all’esterno mi atteggio diversamente. Questa è la considerazione esteriore. Ora, la stessa signora mi dice che sono un imbecille. Questo insulto mi fa andare su tutte le furie. Il fatto che io mi arrabbi è un risultato, ma ciò che scatta dentro di me è la considerazione interioreLa considerazione interiore e quella esteriore sono diverse. Dobbiamo imparare a poter controllare separatamente i due tipi di considerazione: quella interiore e quella esteriore. Vogliamo cambiare non soltanto all’interno ma anche all’esterno. Ieri, quando quella signora mi ha guardato in maniera ostile, mi sono irritato. Ma oggi capisco che se mi ha guardato in quel modo, può darsi che sia stupida, o che abbia saputo o sentito dire qualcosa sul mio conto. O semplicemente le ricordo qualcuno che la esaspera. Ma oggi voglio restare calmo. Ella è una schiava di emozioni e giudizi, e internamente non dovrei essere in collera con lei. Da oggi, voglio essere interiormente calmo.”
(Gurdjieff, da Vedute sul Mondo Reale)

(*) Per comprendere gli aspetti e le differenze tra considerazione interiore e considerazione esteriore, leggi il discorso di P.D.Ouspensky: Considerazione Interna e Considerazione Esterna

Potete scrivere un commento per qualsiasi domanda, chiarimento, richiesta di suggerimento o condivisione in base alla vostra esperienza con l’esercizio, a cui saremo felici di rispondere per essere di supporto.

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