Io Sono: poesia di Solange Claustres

IO SONO

 
Sentire che vivo, sentire che sono

Percepire che vivo, percepire che sono

Pensare che vivo, pensare che sono

Nello stesso tempo, allo stesso istante

Pensare e sentire che percepisco

Sentire e percepire che penso

Percepire e pensare che sento

In ogni istante

Cercare l’equilibrio, l’unità

L’accordo e l’armonia

Fra tutte le parti del mio essere.

Portare alla luce

Ogni pensiero meccanico

Ogni impulso

Ogni sentimento ripetitivo

Alla fonte stessa della loro formazione

Con uno sguardo lucido

Un’attenzione cosciente

Una visione e ragione obiettiva

Costanti, assidue, sostenute

Per essere Me

E non un automa

Guidato da molteplici fili.

Ritornare sempre al gusto di me stessa

Come un eco che risuoni in tutto il mio essere

Come un suono nel silenzio.

Ne percepisco la vibrazione

L’ascolto, la raccolgo

Faccio silenzio per ascoltare in me.

È il mio bisogno, il mio sforzo, il mio scopo,

Qui, ora, nel momento presente

Nel tempo e nello spazio.

Il ritmo delle mie associazioni rallenta

La sensazione del mio corpo si fa intera

Completa, densa e sottile.

Setto la pulsazione del mio sangue in tutto il mio corpo,

il ritmo della mia respirazione si fa leggero, profondo, regolare.

La calma e la serenità mi abitano.

Non vi è altro che la vigilanza del mio pensare

Il sentimento di me stessa

La sensazione di me stessa

La coscienza di tutta me stessa.

Imparare a manifestarmi in atti

Parole, sentimenti e pensieri

Libera dall’abitudine radicata nel comportamento

Che risulta da tutte le relazioni soggettive

Fin dall’infanzia.

Accedere all’altra parte di me.

Realizzazione di me stessa mediante me stessa.

L’altra, in me, che vi è sempre stata

Con cui non ho contatto

Che non ascolto

A cui non mi apro.

Ciò che il mondo cerca

È in sé

E da nessun’altra parte.

Il cammino è davanti a sé

Se si aprono gli occhi

E se non li si richiudono.

Avete orecchie, ma non ascoltate affatto.

Avete occhi, ma non vedete nulla.

Avete dei sensi, ma non sentite.

Avete la parola, ma non fa

Né Verbo né Silenzio.

Il sonno e l’immaginario

Tengono per voi luogo di presenza

Ve ne accontentate pienamente

Quando vi si grida il richiamo

Ad un reale che é Risveglio,

Presenza, Coscienza, Visione,

di e nella realtà,

di quest’altro in voi

che è integralmente voi.

Tutto è sostanza-materia.

Il corpo come “luogo”

 Il corpo come “mezzo”

Il corpo come “realtà”

Morto a tutto sé stesso

Per una nuova nascita.


Solange Claustres, allieva diretta di Gurdjieff e insegnante di Danze Sacre

 

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