Ciò che non muore mai

Ciò che non muore mai

Ricorda in ogni istante ciò che stai accumulando: la morte potrà portartelo via?
In questo caso non 
è qualcosa di cui valga la pena preoccuparsi.
Se la morte non potrà sottrartelo, allora vale la pena

sacrificarvi perfino la vita, perché un giorno o l’altro anche la vita scomparirà.
Prima che accada, 
usa la vita come un’opportunità per trovare ciò che non muore mai.

Il marito di una donna morì. La donna era giovane e aveva un unico figlio. Voleva immolarsi con il marito, buttarsi nella pira funebre con lui, ma quel bambino la fermò: doveva vivere per lui. Ma un giorno anche il figlioletto morì; il dolore era insopportabile, adesso. La donna impazzì e implorò la gente del vicinato: “Conoscete un medico, qualcuno in grado di resuscitarmi il figlio? Vivevo solo per lui, ora la mia vita è precipitata nell’oscurità più nera”. Per caso, il Buddha stava passando per quel villaggio e la gente le consigliò: “Porta tuo figlio dal Buddha. Di’ a lui che vivevi solo per tuo figlio e imploralo: ‘Se sei un grande illuminato, fallo risorgere! Abbi pietà di me!’”

La donna andò dal Buddha. Mise ai suoi piedi il cadavere del figlio e disse: “Richiamalo in vita. Tu conosci tutti i segreti della vita, tu hai realizzato la vetta suprema dell’esistenza… non puoi fare un miracolo tanto semplice per una povera donna come me?” Il Buddha disse: “Lo farò, ma a una condizione”. E la donna: “Adempirò qualsiasi condizione”. Il Buddha disse: “La condizione è questa: fa’ il giro del tuo villaggio e portami alcuni semi di senape, ma devono essere di qualcuno nella cui casa non è mai morto nessuno”.

La donna non riuscì a capire la strategia. Corse verso la prima casa e la risposta fu: “Qualche seme di senape? Te ne possiamo dare un carretto intero, per aiutare tuo figlio a risorgere. Ma nella nostra famiglia abbiamo visto un’infinità di morti”. Il villaggio era piccolo e la donna andò di casa in casa. Tutti erano disposti ad aiutarla: “Quanti semi vuoi?” Ma nessuno era in grado di rispettare la condizione data dal Buddha: ogni famiglia aveva visto moltissime morti. A sera, la donna comprese che chiunque nasce dovrà morire, che senso aveva quindi resuscitare il figlio? “Morirà di nuovo. È meglio che io stessa cerchi l’eterno, ciò che non è mai nato e che non morirà mai”. Tornò dal Buddha a mani vuote. Il Buddha le chiese: “Dove sono i semi di senape?” La donna rise. Al mattino si era presentata piangendo; ora rideva, e disse: “Mi hai ingannata! Chiunque nasce, dovrà morire. Nel mondo intero non esiste una sola famiglia nella quale nessuno sia morto. Quindi non voglio più che mio figlio sia richiamato in vita – a che servirebbe? Dimentichiamo mio figlio. Iniziami all’arte della meditazione, in modo che possa entrare nella terra dell’immortalità, là dove non accadono mai né nascita né morte”.

Questo io lo definisco un miracolo autentico: tagliare il problema alle radici.

Osho: “Il gioco della vita” – Consapevolezza nella vita quotidiana.”

 

 

 

 

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