Rabbia

Rabbia

La prossima volta che ti senti in collera, corri intorno alla tua casa sette volte,
poi siediti sotto un albero e osserva dove se n’è andata la rabbia. Non l’hai repressa,
non l’hai controllata, non l’hai buttata addosso a nessun altro. 
La collera è semplice vomito mentale.
Non è affatto necessario buttarla addosso a qualcun altro.
Vai a farti una corsa, oppure prendi un cuscino e picchialo fino a quando le mani e i denti non si rilassano.  Nella trasformazione non controlli mai, diventi semplicemente più consapevole 
La rabbia è un accadimento; è un fenomeno bellissimo, del tutto simile all’elettricità nelle nuvole.

 

Uno studente Zen andò da Bankei e disse: “Maestro, Non riesco a governare la mia collera. Come posso curarla?” 

“Mostrami questa collera” disse Bankei, “mi sembra qualcosa degna di essere vista da vicino”.

“In questo momento non ce l’ho”, disse lo studente, “per cui non posso mostrartela”.

“Allora”, disse Bankei, “portamela quando ce l’hai”.

“Ma non posso portartela nel momento in cui mi capita di averla” protestò lo studente, “sorge all’improvviso e sicuramente mi passerebbe prima di arrivare da te”.

“In quel caso” disse Bankei, “non può essere parte della tua vera natura, se lo fosse me la potresti mostrare in qualsiasi momento. Quando sei nato non ce l’avevi, quindi deve essere giunta a te dall’esterno. Ti suggerisco una cosa: quando sopraggiunge, colpisciti con un bastone fino a quando la collera non regge più, e scappa via”.

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Anche quando la rabbia esplode, se all’improvviso diventi consapevole, decade. Provaci! Mentre sei in collera – ribolli e vorresti uccidere – all’improvviso diventa consapevole: sentirai che qualcosa è cambiato; sentirai scattare qualcosa e il tuo essere interiore si rilasserà. All’esterno ci vorrà tempo, ma quel rilassamento si diffonderà dal punto in cui è accaduto: ora non sei più identificato.

Il corpo avrà bisogno di un po’ di tempo per raffreddarsi, ma nel tuo centro più intimo c’è quiete.

Occorre consapevolezza, non condanna: attraverso la consapevolezza la trasformazione è spontanea. Se diventi consapevole della tua rabbia, quella comprensione penetra in te. Osserva semplicemente, senza giudicare, senza dire che è buona o cattiva, osserva il tuo cielo interiore. È presente la rabbia, ribolli, il tuo sistema nervoso è in subbuglio e il corpo è preso da fremiti: è un istante bellissimo; infatti, quando la tua energia è in movimento, puoi osservare più facilmente.

Chiudi gli occhi e medita su ciò che accade. Non lottare, osserva solo ciò che accade: il cielo è carico di elettricità, tuoni e fulmini: uno splendore! Sdraiati per terra e osserva quel cielo interiore.

Qualcuno ti ha insultato, qualcuno ti ha deriso, qualcuno ha detto di te questo e quest’altro… un’infinità di nuvole, nuvole oscure si addensano nel tuo cielo interiore e scoppiano tuoni e fulmini! Osserva! È una scena meravigliosa ed è anche terribile, ma solo perché non comprendi. È qualcosa di misterioso e se il mistero non è compreso, diventa terribile, ne hai paura. E ogni volta che il mistero viene compreso, diventa una grazia, un dono, perché ora possiedi delle chiavi – e con in mano quelle chiavi tu sei il padrone.

OSHO

 

 

 

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