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Gurdjieff, un Maestro di danze

Gurdjieff, un Maestro di danze

Gurdjieff, maestro di danze, Pauline de Dampierre, movimenti e danze sacre, leggi dell'universoI Movimenti: un’antica conoscenza delle Leggi che regolano l’Universo e l’uomo.

Di seguito un brando tratto da un’intervista di Pauline de Dampierre

[…] Quanto Lei dice pone senz’altro i Movimenti in una vasta scala cosmica ed umana. A quanto vedo non vi è nulla di simile.

È vero, vi è qualcosa di alquanto unico in loro. Basti ricordare che nei racconti di Belzebù, Gurdjieff parla di sé quale “maestro di danze”. Coloro che lo hanno conosciuto come anziano negli ultimi anni della sua vita e lo hanno visto condurre le sue classi erano colpiti dallo straordinario senso del ritmo, dalla precisione del movimento, dalla sua agilità e inventiva. Era sorprendente scoprire una così grande conoscenza di quest’arte in qualcuno il cui insegnamento era già così vasto.

Tutti avevano la sensazione di trovarsi alla presenza di qualcosa di unico che veniva da molto lontano e da molto in alto: un’antica conoscenza delle leggi dell’universo, delle leggi che governano i movimenti e le posture, e delle leggi relative all’armonia del corpo ed alle emozioni di un ordine più elevato.

Ogni gesto, ogni ritmo, doveva essere eseguito con grande precisione. Gurdjieff impiegava spesso l’espressione “fare esattamente”. Quando c’era questo “fare esattamente”, ogni postura risuonava in noi come l’eco preciso di qualcosa di molto più elevato. Emergevano forze interiori da lungo tempo dimenticate.

 

Ciò sembra andare più in là di ciò che ordinariamente chiamiamo “misticismo”. Lei parla di qualcosa che è uno stato elevato di coscienza ed anche tuttavia una via di ricerca molto precisa, molto esigente ed addirittura scientifica.

Certamente. Ciò di cui parlo sono momenti eccezionalmente rari, elevati di verità che ti lasciano con un’impressione molto forte e, forse, anche con un senso di desiderio.

Allo stesso tempo, questa ricerca ha una gamma di possibilità molto elevata. Ciascuno parte da dove si trova. Bambini, adulti e anziani, tutti possono partecipare. Gli esercizi sono adattati alle capacità di ciascuno. Ognuno può studiare come il corpo, animato da questi Movimenti e sostenuto dal ritmo e dalla musica, può prendere il suo posto nel lavoro su di sé. Quindi, le ricchezze della ricerca sono aperte a tutti.

 

Lei prima ha detto che i Movimenti ci preparano a comprendere alcuni aspetti dell’insegnamento che altrimenti non sarebbero così accessibili. Essi avvengono in condizioni molto speciali. Sappiamo però che l’insegnamento di Gurdjieff nel suo insieme ha una portata molto più ampia: è inteso a toccare l’insieme del nostro essere in qualunque condizione, compresa la nostra vita quotidiana. Non è così?

Un giorno Gurdjeff diede una definizione inattesa della parola “arte”. Disse che significava “artificiale”, ovvero il richiamo a condizioni che sono fuori dell’ordinario, condizioni create intenzionalmente in cui si può ricevere un’energia più elevata. Naturalmente, di per se stessi questi momenti eccezionali non avrebbero un significato vero e proprio. Dobbiamo rispondere per il modo in cui viviamo per tutto il corso della nostra vita. E anche qui il corpo gioca un ruolo importante.

La sua influenza è continua. Quando il corpo rimane in uno stato di tensione, limita la possibilità di apertura, mantenendoci in uno stato di pesantezza, dispersione e distrazione. Quando però la tensione incomincia a recedere, il corpo consente ad energie più sottili di apparire. Il corpo è allora pronto a servire questo stato di presenza più elevato.

Ecco come uno studio dei Movimenti ci può aiutare. Essi sviluppano una sensibilità particolare appena al di sotto di tutte le circostanze della nostra vita. Si crea perciò un legame fra i Movimenti e gli altri aspetti dell’insegnamento.

Lo studio di questi movimenti ci indica come il corpo gioca sempre un ruolo nel servire il nostro bisogno intrinseco di armonia.

– Pauline de Dampierre

 

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