Sincerità e Paure

Sincerità e Paure

“Come ho già detto, una delle prime esigenze è la sincerità; ma vi sono differenti specie di sincerità.
Vi è la sincerità intelligente e vi è la sincerità stupida, esattamente come vi è la dissimulazione intelligente e quella stupida. La sincerità stupida e la dissimulazione stupida sono egualmente meccaniche. Ma se un uomo vuole imparare a diventare intelligentemente sincero, deve essere sincero prima di tutto con sé stesso, con il suo maestro e con quelli che nel lavoro sono più anziani di lui. Questa sarà la ‘sincerità intelligente’. Tuttavia occorre notare che la sincerità non deve diventare ‘mancanza di considerazione’. La mancanza di considerazione verso il maestro o verso coloro che sono stati da lui indicati come i suoi sostituti, distrugge ogni possibilità di lavoro. Se un uomo vuole imparare a dissimulare intelligentemente, dovrà dissimulare a proposito del lavoro, imparare a tacere quando deve tacere, cioè quando si trova con persone che sono al di fuori del lavoro e che non sono capaci né di comprenderlo, né di apprezzarlo. Ma la sincerità nel gruppo è una esigenza assoluta; infatti, se un uomo continua a mentire nel gruppo nello stesso modo in cui mente a se stesso e agli altri nella vita, non imparerà mai a distinguere la verità dalla menzogna.

Sovente, la seconda barriera è la conquista della paura. L’uomo ordinario ha numerose paure inutili, immaginarie. Menzogne e paure, questa è l’atmosfera in cui vive. E la conquista della paura non è meno individuale della conquista della menzogna. Ogni uomo ha le sue particolari paure, paure che non appartengono che a lui. Occorre che le scopra e che poi le distrugga. Le paure delle quali parlo sono abitualmente legate alle menzogne nelle quali l’uomo vive. Dovete comprendere che queste paure non hanno niente in comune con la paura dei ragni, dei topi, del buio, o con le paure nervose inesplicabili.

La lotta contro la menzogna in sé stessa e la lotta contro le paure, costituiscono il primo lavoro positivo che un uomo deve fare.

Occorre convincersi in generale che gli sforzi positivi e persino i sacrifici che si fanno nel lavoro non giustificano e non scusano gli errori che possono seguire. Al contrario, ciò che è perdonabile in un uomo che non ha mai fatto sforzi e che non ha mai sacrificato nulla, è imperdonabile per un altro che ha già fatto grandi sacrifici.

Ciò sembra ingiusto, ma occorre comprendere questa legge. Esiste un conto aperto, in un certo modo, per ogni uomo. I suoi sforzi e i suoi sacrifici sono registrati su di una pagina del Gran Libro e i suoi errori e le sue malefatte sull’altra. Ciò che è scritto sul lato positivo non può mai riscattare ciò che è scritto sul lato negativo. Ciò che è registrato sul lato negativo può essere solamente cancellato dalla verità, cioè da una confessione fervida e totale a sé stesso e agli altri, e soprattutto al maestro. Se un uomo vede il suo errore, ma continua a cercarsi delle giustificazioni, questo errore, anche se piccolo, può distruggere il risultato di interi anni di lavoro e di sforzi. Nel lavoro, di conseguenza è sovente preferibile ammettere la propria colpevolezza anche quando non si è colpevoli. Ma anche questa è una questione delicata e bisogna guardarsi da ogni esagerazione; altrimenti il risultato sarà ancora la menzogna, una menzogna ispirata dalla paura”.

George I. Gurdjieff

 

 

 

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