Insalata speciale del Sig. Gurdjieff

Quest’insalata sembra essere famosa tutta per conto suo.

Molto spesso mangiavamo qualcosa di simile, non per le grandi occasioni, ma quando arrivava qualcuno, sai, qualcuno di nuovo su cui far colpo, mio Zio (Gurdjieff) diceva bisbigliando in modo squillante: “Quella è la mia insalata.”

A volte entrava in cucina e la preparava lui stesso. Assaggiava in continuazione. Valya, io e la mia zietta eravamo là che tagliavamo come matti e gli passavamo la roba. Qualunque cosa non gli piacesse la buttava per terra. Oh, mi arrabbiavo così tanto! Pulisci la cucina fino a farla brillare e poi, bam! Per terra!
Poi diceva: “Basta tagliare. Brava ragazza. Fai una grossa ciotola così.”
Ora che avevo finito tutto e messo tutto in frigo aveva già iniziato a fermentare.

Un giorno a Coombe Springs era il compleanno del sig. Bennett (un allievo storico di Gurdjieff). “Pensi di potermi fare l’insalata speciale del Sig. Gurdjieff?”, mi chiese. “Con piacere!”, gli risposi. Gliela preparai, ma mi ci volle tutta la giornata. Dentro quest’insalata ci metti tutto quello che riesci a trovare: pomodori a cubetti, cetrioli, ravanelli, sedano, qualunque verdura (rigorosamente cruda). Niente lattuga però, perché la lattuga diventa molla. Nella ricetta originale ci sono pure noci, olive verdi senza nocciolo e tagliate a pezzetti; a volte c’erano le prugne a pezzetti e salsa Chutney…in effetti, Gurdjieff ci metteva un sacco di Chutney, con gli ingredienti tagliati per bene. Gli piacevano anche quelle cosette verdi sottaceto, i capperi. Ingredienti su ingredienti. Ma combinati tra loro creativamente. Ogni tanto aggiungeva anche le mele, qualunque tipo di mela e, quando lo portavano dall’Inghilterra, un po’ di tomato ketchup.

E per condire, solo un po’ di olio e pochissimo aceto.

In ogni caso, penso che, a suo gusto, ci mettesse dentro tutto quello che riusciva a trovare.

Dal ricettario di Luba Gurdjieff

 

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