ESISTE UN SISTEMA PER PROLUNGARE LA VITA?

New York, 15 marzo 1924

“Domanda: Esiste un sistema per prolungare la vita?

Risposta: Le diverse scuole hanno varie teorie sul prolungamento della vita, e a questo proposito ci sono molti sistemi. Ci sono persino dei tipi stravaganti che credono ancora nell’esistenza di un elisir di lunga vita. Vi spiegherò per sommi capi come io vedo la questione.

Ecco qua un orologio. Sapete tutti che esistono diversi tipi di orologio. Il mio ha una molla destinata a funzionare ventiquattr’ore. Dopo ventiquattr’ore, l’orologio si ferma. Altri tipi di orologi possono funzionare una settimana, un mese, persino un anno. Il meccanismo viene sempre progettato per un ben definito intervallo di tempo, e, come è stato fabbricato dall’orologiaio, così rimane. Probabilmente avrete notato che gli orologi hanno un regolatore. Spostandolo, l’orologio cammina più o meno lentamente. Se lo mettete al minimo, la molla può scaricarsi molto rapidamente e, benché destinata a durare ventiquattr’ore, si esaurirà in tre o quattro minuti o viceversa: se lo freno al massimo, il mio orologio può funzionare una settimana o un mese, malgrado il suo meccanismo calcolato per funzionare ventiquattr’ore. Noi siamo come un orologio. Il nostro sistema di funzionamento è stato predeterminato e il sistema differisce in base a fattori ereditari. Per esempio, un meccanismo può essere programmato per durare settant’anni. Quando la molla arriva alla fine della carica, finisce anche la vita. Il meccanismo di un altro uomo può essere calcolato per durare cent’anni, come se fosse stato fabbricato da un altro artigiano. E per alcuni, la carica può durare soltanto una settimana. Quindi ogni uomo ha un proprio tempo di vita personale. Non possiamo cambiare il nostro meccanismo. Ognuno di noi rimane come è stato creato. La durata della vita non può essere cambiata; se la molla è scarica, è la fine. La durata della vita è già prefissata al momento della nascita, e se, pensiamo di poterla in qualche misura modificare, è pura immaginazione. Per cambiare qualcosa, bisognerebbe cambiare tutto: i caratteri ereditari, il padre, persino la nonna … Ormai è troppo tardi per pensarci.

Benché il meccanismo non si possa modificare artificialmente, è però possibile prolungare la vita.

Ho già spiegato che la molla, anziché ventiquattr’ore, può funzionare una settimana. O viceversa: una molla calcolata per cinquant’anni, può scaricarsi in cinque o sei anni. Ogni uomo ha una molla principale, che è il proprio meccanismo. Lo scaricarsi di questa molla coincide col susseguirsi delle nostre impressioni e associazioni. D’altro canto, noi siamo provvisti di due o tre molle minori, tante quanti sono i Centri (fisico, mentale, emotivo). I centri, o cervelli, corrispondono a queste molle. Per esempio, la nostra mente è una molla. Le nostre associazioni mentali hanno una durata limitata. Pensare equivale a srotolare un rocchetto di filo. Ogni rocchetto ha un filo di una certa lunghezza. Quando penso, il filo si srotola. Il mio rocchetto ha cinquanta metri di filo, un altro ne ha cento. Oggi ne ho consumati due metri, domani altrettanto, e quando i cinquanta metri saranno finiti sarà finita anche la mia vita. Non si può variare la lunghezza del filo. Come una molla calcolata per funzionare ventiquattr’ore può scaricarsi in dieci minuti, così la vita può esaurirsi molto rapidamente. L’unica differenza consiste nel fatto che normalmente un orologio possiede una sola molla, mentre l’uomo ne ha parecchie. A ogni centro corrisponde una molla di grandezza diversa. Quando si esaurisce solo una molla, un uomo può continuare a vivere: per esempio, se il suo sistema di pensiero è stato progettato per durare settant’anni, e quello del sentimento solo per quaranta, dopo quarant’anni quell’uomo continua a vivere, ma senza sentimento. A ogni buon conto, l’esaurirsi della carica può essere accelerato o rallentato: l’unica cosa praticabile è il risparmio.

Il tempo è proporzionale al flusso delle associazioni, è relativo. Come esempio, ricordatevi quelle volte in cui ve ne state seduti a casa vostra, tranquilli; siete convinti di esser rimasti seduti per cinque minuti, ma l’orologio vi ricorda che è già passata un’ora. Un’altra volta, invece, state aspettando qualcuno per strada e siete seccati perché non arriva. Vi sembra di essere lì da un’ora, e invece sono passati solo cinque minuti: il motivo è dovuto al fatto che, in quei pochi minuti, avete avuto molte associazioni. Pensavate: «Perché non viene? Avrà avuto un incidente? » e così via. Più vi concentrate, più il tempo vi sembra breve. Un’ora può passare inavvertita se vi concentrate, perché avrete pochissime associazioni, pochissimi pensieri, pochissimi sentimenti. Il tempo è soggettivo, dipende dalle associazioni. Quando sedete inattivi senza concentrazione, il tempo non passa mai. Esternamente, il tempo non esiste; esiste soltanto al nostro interno. Negli altri centri, le associazioni hanno lo stesso andamento del centro mentale. Il segreto per prolungare la vita consiste nell’esser capaci di consumare l’energia dei centri con lentezza, e solo intenzionalmente.

Imparate a pensare coscientemente, perché vi consente un risparmio nel consumo di energia.”

Da un discorso di Gurdjieff ai suoi allievi americani

 

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