Auto-osservazione è “separare ciò che si era non lasciandosi prendere da ciò che si osserva”

Auto-osservazione

Meccanicamente, a noi piacciamo solo noi stessi, e quindi non ci piacciono o odiamo coloro a cui non piacciamo. Uno sviluppo dell’essere non è possibile, ed è ovvio, slavo che le emozioni smettano di avere solo questa base di piacere a noi stessi. La considerazione esteriore, nel Lavoro, significa mettere se stessi nella posizione degli altri.

Si fa riferimento a questo nei Vangeli: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro” (Matteo VII – 12). Questa è una delle formulazioni definite nei Vangeli di ciò che nel Lavoro è chiamato Considerazione Esteriore.

Un uomo deve però pensare molto profondamente a ciò che dice e percepire interiormente che cosa significhi, perché ha un significato esteriore e uno interiore. Se dite: “Penso sempre agli altri”, allora osservatelo. Probabilmente è un respingente . Forse non vi accorgete di dire cose, o di scrivere cose che, se le riceveste, non le tollerereste per un momento. Questa è una forma molto interessante di auto-osservazione e comprende osservare il “dialogo interno”. In voi stessi, chiunque altro è un caso disperato. Potete, per così dire, trascinare una persona nella caverna di voi stessi e fare con lei o con lui ciò che volete.

E’ possibile che siate naturalmente educati, ma nel Lavoro, che ha a che vedere con il purificare o organizzare la vita interiore, non è sufficiente. Ciò che conta veramente è come vi comportate interiormente e invisibilmente gli uni con gli altri. E’ molto difficile da comprendere. Può darsi pensiate di saperlo già. Comprendere, però, anche incominciare a comprendere richiede molti anni di Lavoro. Quando l’interiore corrisponde all’esteriore e quando l’esteriore obbedisce all’interiore, allora un uomo possiede un “secondo corpo”. Così come siamo, la nostra vita esteriore non corrisponde alla nostra vita interiore, e la vita esteriore comanda la nostra vita interiore.

La vita interiore cresce quando si vede il bene di qualcosa. Recentemente qui parlavamo di che cosa dice San Cassiano su un uomo che sia in grado di fare la stessa cosa per ragioni differenti. E’ possibile che un uomo agisca a partire dalla paura, paura della legge, paura della reputazione, paura delle opinioni. Allora agisce a partire dall’esterno. Oppure è possibile che egli agisca a partire dall’ambizione, e da molte altre forme di interesse personale. Oppure, è possibile che egli agisca a partire dal bene, dal vedere il bene di agire in quel modo. Ciò sviluppa l’uomo interiore.

Anche le prime fasi di auto-osservazione hanno però un certo effetto. Lasciano entrare raggi di luce nell’oscurità della nostra vita psichica. Nel Lavoro, ciò cui dobbiamo pensare è la vita psichica. Tutte le istruzioni del Lavoro hanno a che vedere con la vita psichica, che è nel caos. In questo modo, l’auto-osservazione diviene più profonda, e la valutazione del Lavoro diviene sempre più interiore. Così il Lavoro incomincia ad agire sull’Essenza, su quella che è la parte reale di un uomo.

Il Lavoro su se stessi è sempre lo stesso. Non ha importanza dove siate. Siete sempre in contatto con il Lavoro se il vostro atteggiamento interiore nei suoi confronti è giusto. Se il vostro atteggiamento interiore è corretto, il Lavoro vi insegnerà che cosa significhi Lavorare su voi stessi. Se il vostro atteggiamento è sbagliato, non può farlo, perché siete voi a bloccare la via. In tutta l’auto-osservazione, se deve divenire auto-osservazione completa, dovete osservare quello lì. Ovvero, dovete vedere tutte le vostre reazioni alla vita e alle circostanze come quello lì in voi e non come “Io”.

Se dite “Io”, allora non può succedere nulla. Dire “Io”, percepire “Io”, rende impossibile cambiare. Se a ogni stato negativo dite “Io”, allora non potete sfuggire. All’inizio un uomo prende se stesso per uno e dice “Io” a tutto ciò che avviene nella sua vita psichica. Per cambiare, però, egli deve divenire due. Deve dividere se stesso in quello lì e “Io” Osservante, ovvero in due. Poi, successivamente, è possibile che divenga uno, un’unità. Lo strumento dell’auto-osservazione è come un coltello che ci taglia via da ciò che non è noi. Se incominciate a rendervi conto di che cosa significhi dire “Questo non sono Io”, allora incominciate a utilizzare questo strumento.

Quando potete dire veramente: “Che cosa sta facendo quello lì?” invece di “Che cosa sto facendo?”, incominciate a comprendere il Lavoro. Il lavoro è creare una nuova serie di reazioni o, piuttosto, nuovi modi di prendere le cose. Fino a che non siete null’altro che reazioni ordinarie della vita, non potete cambiare. Quando prendete le cose ordinarie in un nuovo modo, incominciate a cambiare. Non potete rimanere gli stessi e cambiare. Se siete sempre gli stessi, significa che reagite sempre nella vita allo stesso modo. Insistete sulla vostra libbra di carne.

L’idea di cambiamento è non essere gli stessi. L’idea del Lavoro è cambiare se stessi. L’idea dell’auto-osservazione è separare ciò che si era non lasciandosi prendere da ciò che si osserva. In questo modo l’auto-osservazione è un mezzo per cambiare se stessi.

[Fine terza parte – Leggi la seconda parte – Leggi la quarta parte]

(M. Nicoll, Birdip 1943)

Vivi ora l`Esperienza

No Comments

Aggiungi il tuo commento

Verifica Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.