Ogni tensione richiede energia: quanta energia sprechiamo? [parte 1]

tensione spreco di energia

Nel corso di una recente conferenza, ho detto che, per ogni periodo di ventiquattro ore, il nostro organismo produce una determinata quantità di energia indispensabile per la sua esistenza. Ripeto: una quantità determinata. Ciononostante, tale quantità di energia è di gran lunga superiore a quella necessaria al normale consumo. Ma la nostra vita è così anormale, che finiamo per consumarla tutta, o quasi tutta, inutilmente.

Uno dei principali fattori responsabili dello spreco d’energia, è rappresentato da tutti i movimenti inutili della nostra vita quotidiana. Più avanti potrete verificare, mediante alcuni esperimenti, che gran parte dell’energia viene consumata proprio quando i nostri movimenti sono meno attivi.

Per esempio, quanta energia consumerà un uomo durante una giornata interamente dedicata al lavoro fisico? Moltissima.
Eppure, lo stesso uomo ne consumerà ancora di più restando seduto immobile senza far niente. I muscoli più grandi, essendosi adattati meglio all’impulso d’inerzia, consumano meno energia di quelli piccoli, che si mettono in movimento solo con la forza. Per esempio, se me ne sto seduto in questo modo, voi vedete che sono fermo. Ma ciò non significa che io non consumi energia. Ogni movimento, ogni tensione, grande o piccola, mi è possibile solo consumando energia. In questo momento, io non mi sto muovendo, ma il mio braccio è contratto: e sto consumando più energia di quanta ne consumerei con questo movimento [Gurdjieff muove il braccio].

È un fatto molto interessante. Dovete sforzarvi di capire come funziona l’impulso d’inerzia. Quando faccio un movimento improvviso, l’energia affluisce, ma quando ripeto il movimento [ripete il gesto], l’impulso d’inerzia la sostituisce.
Una volta fornito l’impulso iniziale, il flusso di energia si arresta, e subentra l’impulso d’inerzia.

Ogni tensione richiede energia. In assenza di tensione, si riduce il consumo di energia. Se il mio braccio è in tensione come in questo istante, esso riceve una corrente continua, il che significa che si trova direttamente collegato agli accumulatori. Ugualmente, se muovo il braccio in questo modo, dal momento che lo muovo a scatti, consumo continuamente energia.
Se un uomo è affetto da tensioni croniche, allora, pur non facendo niente, pur standosene lungo disteso, consuma più energia di un uomo che lavora fisicamente tutto il giorno. Invece, un uomo esente da queste piccole tensioni croniche, quando riposa o sta fermo, non spreca alcuna energia.

Adesso chiediamoci: quanti tra noi sono immuni da questa terribile malattia? Non mi riferisco alla gente in generale, ma a coloro che sono qui presenti; gli altri non ci riguardano. Ebbene, quasi tutti abbiamo questa deliziosa abitudine.
Non scordiamoci che l’energia di cui stiamo parlando così tranquillamente, e che sprechiamo involontariamente senza alcun bisogno, è proprio l’energia che ci è indispensabile per il lavoro che intendiamo iniziare; senza di essa nulla è possibile.
Non possiamo contare su una maggior quantità di energia: il flusso di energia non può mai aumentare, dato che la macchina rimane così come è stata creata. Se è stata creata per fornire dieci ampère, continuerà a fornire dieci ampère. È possibile aumentare la corrente solo a condizione di cambiare tutti i fili e le bobine. Una bobina, per esempio, è rappresentata dal naso, un’altra dalla gamba, una terza dal colore della pelle o dal volume dello stomaco … Non si può trasformare la macchina, la sua struttura è quella che è. La somma totale di energia prodotta è costante; anche se la macchina viene messa a punto, la quantità di energia resta praticamente invariata.

Il lavoro che intendiamo iniziare richiede molti sforzi. E lo sforzo richiede molta energia. Ma il tipo di sforzo che abbiamo fatto finora comporta un tale spreco d’energia, che non riusciremo mai a raggiungere il nostro obiettivo.

In conclusione, da una parte ci è indispensabile una grande quantità di energia, dall’altra la macchina è costruita in modo da non paterne fornire di più. Come uscire da questa situazione? L’unica soluzione, l’unico sistema possibile, consiste nell’economizzare l’energia di cui disponiamo. Quindi, se vogliamo essere carichi di energia al momento giusto, dobbiamo imparare a risparmiarla in tutte le occasioni possibili.

[Fine prima parte – Leggi prima parte]

(G.I. Gurdjieff, Prieuré, 30 gennaio 1923 – tratto da “Vedute sul mondo reale“)

 

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