Soili Rainieri racconta la sua esperienza

soiliLa mia esperienza con le Danze iniziò nel 2001 quando mi iscrissi a un corso di un week-end con Shurta.
Non sapevo bene cosa fossero. La curiosità e il senso del dovere mi avvicinarono a loro e alla fine ne rimasi affascinata.
Non compresi il significato di ciò che avevo fatto, ma mi lasciarono un piacevole stato interiore, strano, che non avevo mai vissuto!

A casa cominciai a ripetere i gesti appresi, ma purtroppo non riuscivo a riprodurre ciò che avevo sentito nel gruppo… Mi chiedevo perché, visto che i Movimenti mi sembravano precisi!

Mi ripromisi di seguire un corso di una settimana e lì scoppiò l’amore. Infatti si mosse il piano emotivo che desiderava costantemente fare le Danze e capii che la presenza dell’insegnante e del gruppo erano un ingrediente fondamentale per produrre l’alchimia che avevo vissuto la prima volta.
Andai a casa e continuai a ripetere i Movimenti, a far vedere le Danze a chiunque mostrasse un minimo interesse. Sentivo il bisogno di farle per produrre uno stato che altrimenti, nel quotidiano, non riuscivo a vivere. Ovviamente era solo l’inizio e ne assaporavo solo l’aspetto superficiale, ma in quella fase era già tanto.

Nel corso del tempo attraversai una serie di stadi, dal “non ne posso fare a meno” al “perché lo sto facendo?”.
Quei momenti si sono succeduti più e più volte, grazie al fatto che ho proseguito per anni nello sforzo di mantenere la rotta anche quando quello che pensavo fosse la mia profondità mi raccontava altro.
Sono stata aiutata in modo importante da Shurta, che non ha mai perso occasione per farmi notare le mie contraddizioni, anche a costo di rischiare di perdermi.
Anche questo mi ha insegnato a lavorare nella direzione della verità. …

Ora posso ringraziare per l’umiltà che questi 15 anni di esperienza mi hanno aiutato a produrre, per la capacità di osservare, oltre che per le osservazioni che mi hanno sostenuto a fare. Un aspetto molto importante che sento sia stato nutrito dai Movimenti è la fiducia in me stessa. Ricordo quante volte mi sono trovata a pensare “E no! Questa danza è proprio impossibile da fare!!” e poi col tempo necessario tutto accadeva.
Questo stato ripetuto più volte ha cristallizzato dentro di me il fatto che tutto è possibile.
Con pazienza e presenza tutto può accadere.

La fase che sto attraversando è lo sforzo scelto “consapevolmente” dove desidero investire il mio tempo pienamente in questa esperienza per crescere. Non sento il motore del piacere emotivo che traina (fase iniziale), neppure il senso del dovere che lascia il grigio dentro (seconda fase), ora sento che faccio quel che faccio perché è utile e la perseveranza ha prodotto in me una parvenza di stabilità.
Sento che nella vita le Danze mi hanno permesso di sentirmi una goccia colorata in un mare di grigiore. Rifletto e invece di reagire agisco; mi ascolto e invece di irrigidirmi mi rilasso; rispetto e invece di pretendere ringrazio; mi apro e invece di respingere accolgo; ci provo e invece di scoraggiarmi persevero!

 

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