“Qualcos’altro si era affacciato permeato di un’altra natura”

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Oggi posso pensare, cercare e tentare parole per raccontare, ma l’incontro con le Danze Sacre manifestò in me una “realtà” che ignoravo e che allo stesso tempo disperatamente cercavo e speravo esistesse.

Ricordo uno stato silente e evidente, la sensazione di sentirmi rivelato da qualcosa che da tempo sussurrava e insisteva.

Quei Movimenti, la sacralità che esprimevano, la musica che mi sorprese al centro del petto, un’emozione più alta che scambiavo con le persone accanto, un continuo mutare di sensazioni che non appartenevano a nessuna delle mie precedenti esperienze.

La stanza, gli oggetti, il momento partecipavano a qualcosa di celebrato e familiare, ma in una condizione più espansa, estesa e allo stesso tempo intensa e raccolta.

Qualcos’altro si era affacciato permeato di un’altra natura, senza un nome, un appiglio strutturato, una parola che potesse dire, frugare, associare… per ritornare…

(Otello, allievo di Shurta)

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