Perché i Movimenti?

http://www.movimentidanzesacre.it/calendario/Non ci chiediamo mai perché Gurdjieff ha introdotto i Movimenti come una delle pratiche più importanti per vivere il suo insegnamento. Perché i Movimenti? Alcuni incarnavano una conoscenza molto alta e rappresentavano delle leggi; altri venivano assegnati semplicemente perché i suoi allievi avevano bisogno di svolgere un certo lavoro. Per alcuni periodi Gurdjieff dedicava molte ore al giorno ai Movimenti, adattandoli perché corrispondessero a quella fase del lavoro. A volte, ad esempio, la sensazione del corpo non era sviluppata e l’attenzione non riusciva a rimanere sul corpo. Altre volte era il pensiero a non essere libero e a non poter aprirsi a un’energia sottile. Per eseguire gli esercizi era necessario che l’attenzione si rivolgesse su un punto focale e seguisse un certo percorso. Questo portava a un’esperienza di qualità diversa, che permetteva all’allievo di comprendere meglio e scoprire nella vita tale qualità. Allo stesso tempo, il lavoro con i Movimenti permetteva un’esperienza diretta delle leggi che governano e trasformano l’energia. Vi era incluso il simbolo dell’enneagramma, che secondo Gurdjieff era impossibile capire senza il sentimento raggiunto con la partecipazione ai Movimenti, che su di esso sono basati.

L’universo è composto da energie che ci attraversano. Ogni movimento dentro e fuori di noi è un passaggio di energia. L’energia va dove è chiamata: non possiamo prevederlo. Siamo soggetti alle forze che ci circondano. O siamo in relazione con un’energia un po’ più alta, o veniamo attratti da un’energia inferiore. La nostra energia ha bisogno di essere contenuta, al cui interno possa essere trasformata.
Ciò le permetterebbe di entrare in contatto con energie della stessa qualità per formare un nuovo circuito, una nuova corrente. Finché non si stabilisce in me una corrente di energia superiore, non ho libertà. C’è un’energia che proviene da una parte superiore della mente. Ma non siamo aperti ad essa. È una forza cosciente. L’attenzione fa parte di questa forza e deve essere sviluppata. Senza questa forza sono trascinato e i miei movimenti sono automatici. La testa forse capisce, ma non il corpo. E invece è il corpo che deve sentire questa forza. Allora obbedirà, le tensioni si scioglieranno e i movimenti potranno essere liberi. Non sarà più trascinato e i movimenti non saranno più automatici.

La coscienza dei propri movimenti richiede un’attenzione totale. La qualità di questa attenzione ci chiama a sperimentare una Presenza intera. Quest’attenzione perfetta è una possibilità data dalla natura. Nel momento in cui compiamo un movimento specifico, non pensiamo più al movimento appena fatto o a quello successivo. Non stiamo cercando di esprimere la forma di un movimento o un atteggiamento che decidiamo di assumere: siamo completamente attenti a un’energia che ha bisogno di liberarsi e rimanere contenuta nel corpo in un determinato modo. La si può riconoscere solo sottomettendosi a essa.

I Movimenti possono mostrarci come essere nella vita, come sperimentare la Presenza e allo stesso tempo muoversi più liberamente nella manifestazione. Invece di avere reazioni senza sosta (le risposte condizionate degli automatismi) c’è la possibilità di un’azione che derivi dalla visione, da una forza cosciente e più alta. I Movimenti sono un modo per vivere l’idea della presenza, ma l’idea da sola non basta: deve esserci un azione che conduca l’energia di cui stiamo parlando. Attraverso i Movimenti, quando tutte le energie al nostro interno sono collegate, si produce una nuova energia.
Possiamo sentirla.
Ha un’altra qualità, un’altra forza e una consapevolezza che normalmente non abbiamo.
Questa energia deriva dalla mente, da una parte superiore della mente in cui c’è intelligenza, capacità di vedere. Devo entrare in relazione con questa parte della mente. Allora avrò una visione assolutamente chiara. Vedo me stesso, vedo le altre persone. Vedo cosa è, molto chiaramente, senza reazioni, vedo me stesso come sono.

I Movimenti sono una parte, solo una parte dell’insegnamento sulla possibilità di trasformare le energie che sono al nostro interno. Esprimono l’insegnamento in un linguaggio in cui ogni gesto, ogni atteggiamento, ogni sequenza ha un ruolo e un significato specifico. Non possiamo praticarli correttamente con il nostro pensiero e sentimento automatici. I Movimenti richiedono la partecipazione dell’intera Presenza. Devo aprirmi a un’energia che potrebbe avere in me la sua stessa vita. Allora sarà il corpo dell’energia, cioè la Presenza, a muoversi. Se non c’è la Presenza, i Movimenti vengono eseguiti in modo automatico. Anche se crediamo di eseguirli bene, non esprimono nulla e sono privi di significato. Questo tipo di pratica è una distorsione totale e non ha niente a che vedere con i Movimenti così come furono creati.

Tratto da LA REALTA’ DELL’ESSERE di Jeanne De Salzmann

 

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