LA TENTAZIONE INTERIORE

http://www.movimentidanzesacre.itOGNI SVILUPPO INTERIORE È POSSIBILE SOLO PASSANDO ATTRAVERSO LA TENTAZIONE INTERIORE

Chiediamoci: come si raggiunge l’evoluzione interiore? Ogni sviluppo interiore è possibile solo passando attraverso la tentazione interiore.

Dobbiamo in primo luogo ricordare che l’Umanità, nel suo stato di sopore così com’era concepita nei Vangeli, è sotto il potere del male, il che viene rappresentato dall’idea che l’Uomo è come infestato da spiriti cattivi. Cioè, l’Uomo è sotto il potere di stati d’animo, di impulsi e pensieri cattivi che sono personificati da spiriti maligni, il cui scopo è la distruzione del singolo e dell’umanità.

La concezione dei Vangeli è che l’Uomo è continuamente trascinato verso il basso da forze malvagie, che sono in lui, non fuori da lui, e, a cui egli obbedisce. Obbedendo a queste forze che sono in lui, l’uomo s’impedisce il progresso della vita umana.

Le forze cattive sono nell’Uomo, nella sua stessa natura, nella natura stessa del suo egoismo, nel suo egotismo, nella sua ignoranza, nella sua stupidità, nella sua malizia, nella sua vanità, nel pensare solo attraverso i sensi, nel considerare che il mondo visibile e le apparenze esteriori della vita siano l’unica realtà.

Tutto ciò si chiama globalmente il male, chiamato il diavolo, vale a dire quella terribile forza d’ignoranza profonda che un Uomo non iniziato ha; quella forza incapace di sistemare in modo giusto ogni cosa.

Ma vedremo più chiaramente che cosa significa diavolo quando cominceremo a comprendere cosa significa realmente la tentazione.

Luca, nel racconto della tentazione di Cristo da parte del diavolo, dice che Gesù rimase quaranta giorni nel deserto, “tentato dal diavolo”. Il numero quaranta appare nel racconto del Diluvio, dove la pioggia cadde per quaranta giorni e quaranta notti, nonché nel racconto allegorico dei Figli di Israele vaganti nel deserto per quaranta anni; anche di Mosè si dice che egli digiunò per quaranta giorni e quaranta notti prima di ricevere i Comandamenti scritti su tavole di pietra. In Luca i quaranta giorni del deserto sono direttamente collegati all’idea di tentazione.

“Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma quando furono terminati ebbe fame” (Lc, IV, 1-2).

Segue poi una descrizione della prima tentazione che è rappresentata nel modo seguente: “Allora il diavolo gli disse – Se tu sei Figlio di Dio, di’ a questa pietra che diventi pane” (Lc, IV, 3).

Consideriamo il significato superficiale, letterale o di primo livello.

Cristo ebbe fame ed il diavolo suggerì di trasformare una pietra in pane. Gesù gli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo” (Lc, IV, 4).

A livello letterale è proprio così come appare, una tentazione fisica. Ad ogni modo, si noti che si dice che Gesù fu nel deserto per quaranta giorni “tentato dal diavolo”. Se noi supponiamo che il deserto sia letteralmente il deserto fisico, materiale, perché non si dice nulla a proposito del modo in cui egli fu tentato per tutto questo tempo? Si potrebbe dire semplicemente che egli stava morendo di fame.

Ma, tenendo presente lo sviluppo interiore, si deve considerare il termine deserto come uno stato della mente, uno stato interiore generale, paragonabile con un deserto letterale, cioè con uno stato in cui non vi è nulla che guidi un uomo, in cui egli non si trova più fra cose comuni. Per questo è nel deserto, cioè in uno stato di angustia, di smarrimento e di disorientamento, in cui egli è lasciato interamente a se stesso, provato, senza sapere in quale direzione andare, né se c’è una direzione. La direzione stessa è una tentazione, perché per tutto quel tempo egli era come disorientato.

Perché un uomo dovrebbe lasciare ciò che è ordinario per andare in un deserto? Egli ha fame di pane – non di pane comune – ma di quel pane che noi chiediamo nel Padre Nostro, così mal tradotto con pane “quotidiano”, e cioè: di guida, di pane transustanziale, di pane per il domani, di pane per sviluppare le nostre vite non come sono oggi, ma come possono divenire, di pane necessario per aiutare la nostra crescita, di pane per i successivi e necessari gradi di comprensione (Infatti il Padre Nostro è una preghiera concernente l’evoluzione interiore ed il pane che si chiede è quello che serve a capire).

In un tale stato la tentazione è quella di farsi del pane – cioè, seguire le proprie idee, la propria volontà – come i costruttori della “Torre di Babele” che usarono mattoni e fango invece di pietre e calce.
Essi pensarono di potersi fare un nuovo mondo ricavandolo dalle loro stesse idee. Perché non ci si dovrebbe fidare di se stessi e della vita invece di aspettarsi qualcosa che sembra aleatorio?

In Matteo la risposta di Cristo a questa tentazione è: “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt, IV, 4).

Si noti come il diavolo avesse chiesto a Cristo di fare del pane da sé per alleviare il suo stato e quindi per non continuare ad attendere la Parola di Dio. Il diavolo dice: “Se tu sei Figlio di Dio di’ a questa pietra che diventi pane”. Cioè: alimentati con le tue proprie forze ed idee.

Ma la missione di Cristo, che incominciò subito dopo le tentazioni nel deserto, non era quella di costruire verità e concetti suoi, ma di comprendere e di insegnare la Verità ed il significato della Parola di Dio, cioè il significato di un livello superiore di valori.

La prova era tra la sua volontà e la volontà di un livello superiore. Egli doveva fare la volontà di “Dio”, non la sua. Egli doveva portare il suo livello umano inferiore a sottomettersi alla volontà di un livello superiore o divino. Qui è il livello umano che è tentato, perché Gesù nacque da una madre umana.

Scambiare l’inferiore con il superiore rappresenta l’annichilimento di un uomo, perché egli attribuirà a se stesso ciò che non è suo. Un uomo sarà allora tentato di dire: “Io sono Dio” e non “Dio è l’Io”. Se egli dice: “Io sono Dio”, egli identifica se stesso con Dio partendo da un livello inferiore. Ciò lo annichilisce. Se egli dice: “Dio è l’Io”, egli abbandona la sua volontà e compie quella del Dio “Io” in lui e, in questo modo è al di sotto di Dio e ubbidisce ad un livello superiore.

Si noti come il diavolo si rivolga a Gesù: “Se tu sei il Figlio di Dio…” e capisca che Gesù può fare come vuole, essendo al livello di Dio. Questo livello era in Gesù; avvenne nel suo intimo. E sebbene questa tentazione possa essere considerata solo come un superamento degli appetiti, in questo caso della fame, è chiaro che significati ben più profondi si trovano dietro il senso letterale e che essi riguardano l’egoismo, la potenza, la violenza in cui la natura umana è radicata. Gesù aveva una natura umana che gli derivava dalla donna, da sua madre. Lo scopo era quello, di trasformarla.

(tratto da “L’Uomo Nuovo”, Maurice Nicoll)

 

Vivi ora l`Esperienza

 

No Comments

Aggiungi il tuo commento

Verifica Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.