Musica per una ginnastica sacra

“Nell’atmosfera e nella cultura in cui si formò Gurdjieff, la musica, l’arte e la danza erano molto più in evidenza quali espressioni del sacro di quanto non lo siano ai nostri tempi; la tradizione spirituale era spesso connessa all’esperienza della vita di tutti i giorni. E le espressioni di quella tradizione, trasmessa per la maggior parte in forma orale, erano in alcuni casi molto antiche. Molte di queste espressioni facevano riferimento a “danza sacra”.

Si dice che Shiva creasse il mondo con una danza, ed il Talmud afferma che la funzione principale degli angeli è danzare, rendendo la danza da parte degli esseri umani un’espressione di ringraziamento per il rinnovamento e la fruttuosità. I lama Sherpa del Nepal danzano per equilibrare il mondano con il divino, ed in Zambia, la danza serve a segnare il passaggio fra l’adolescenza e l’età adulta. Presso i Dogon, essa restaura l’ordine al momento della morte. Il movimento circolare, la rotazione su di sé o il muoversi in cerchio, appare in danze rituali dei Sufi, dei primi cristiani e dei buddisti, a simboleggiare la relazione fra il livello del danzatore e gli altri livelli, interiori e superiori dell’energia e della coscienza.” – Ellen Dooling Draper

 

 

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