L’esperienza di Savino Liuzzi

sHo sempre cercato il significato dell’esistenza, fin da bambino, al di fuori di me. Forse in qualcosa che non mi apparteneva, che non nasceva sinceramente da me.
E’ stato l’insegnamento di Gurdjieff a indicarmi una diversa relazione, un diverso moto rivolto innanzitutto verso l’interno, verso uno specchio essenziale che poi riflette ciò che si muove verso l’esterno e lo determina. Una via per svegliarmi dal tepore dell’illusione al prezzo di grandi fatiche, un faro puntato sulla mia meccanicità e sul ponte da oltrepassare per raggiungere la città della Coscienza. Grazie a questa dimensione interiore/esteriore ho avvertito finalmente una piccola luce, uno spiraglio di “giustezza” e di realtà. Non saprei spiegarlo in altro modo.

E’ stato l’incontro con la pratica dei Movimenti e delle Danze Sacre di Gurdjieff tramandati da Shurta a darmi prova tangibile che il caos in cui vivevo poteva lasciare spazio a qualcos’altro, ad altre possibilità umane. Mi sono innamorato a prima vista. E’ pazzesco come, attraverso le danze sacre, sia possibile osservare gli automatismi del pensiero, delle emozioni e dei gesti, del respiro e della personalità. In questo senso il Lavoro ha acquisito per me un significato pratico ed evolutivo. Soprattutto, devo molto alla vita di gruppo – dallo stare “in fila” all’occuparsi dei lavori in casa – che è ineguagliabile, di un valore inestimabile: ho realizzato di essere solo un embrione sepolto da strati di maschere e di abitudini, e di potermene liberare lavorando sodo.

Nella pratica e nell’apprendimento delle Danze e dei Movimenti percepisco di allenare l’Attenzione in modo diverso e talvolta mi capita di essere letteralmente trasportato in un’altra dimensione di immagini e di energia, negli echi di queste arti così antiche e di civiltà remote. E’ come sviluppare un muscolo che priva ignoravo. Il corpo diventa un nuovo veicolo d’informazioni e può comunicare con la mente e con il cuore, vibrando all’unisono. Le musiche di Gurdjieff e De Hartmann giocano un ruolo chiave nel processo di esecuzione e sostengono ad entrare in sintonia con il linguaggio delle posture. Alle volte ho l’impressione di percepirmi per la prima volta, di ascoltare una creatura interiore che è sempre stata qui e può cominciare a esprimersi, anche nel silenzio, in un luogo di pace e intuizione, in una forma di amore puro, incontaminato.

Mi risulta difficile mantenere questo livello di presenza a me stesso e a quello che mi circonda, senza identificarmi e perdermi negli automatismi, nelle mie reazioni alla routine di tutti i giorni. Voglio allenarmi di più, e ancora, e poi ancora. Sono pronto a dedicare ogni sforzo per andare in profondità, perché attraverso i Movimenti e le Danze, i compiti assegnati, gli esercizi, la presenza/guida della nostra Maestra, lo studio e l’applicazione del Lavoro nel quotidiano, la condivisione di vita con il gruppo e la meditazione, posso ancorarmi al momento presente e smetterla di mentire a me stesso.

 

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