“Lei non sa nulla”, ovvero: la non-identificazione

Lei non sa nulla: la non-identificazione

S: L’opinione che mi faccio degli altri spesso è sbagliata e questo non va bene. Do’ credito alle persone per qualità che non possiedono; per quanto riguarda le persone che le possiedono, lo vedo solo in seguito, quando le conosco meglio. Non so come identificare l’ipocrisia e mi trovo a riconoscerla sempre troppo tardi. Vorrei avere i mezzi per giudicare le persone e riconoscere chi può essere per me utile e chi inutile.

Gurdjieff: Non può. Deve prima prepararsi a vedere la realtà. Mentre aspetta, reciti un ruolo all’esterno. Interiormente, invece, riconosca la sua non-entità. Lei non sa nulla. Se ha l’abitudine di fare le cose in un certo modo, continui così: dica “buongiorno” come lo dice sempre. Per ora sono tutti come lei: niente, zero. Quello che ha di fronte, che sia un operaio o un senatore, è una merda, come lei. Lavori sul non essere una non-entità. Reciti un ruolo, senza identificarvisi. Si ricordi quanto vale: niente. Lavori, lavori, lavori per riuscire a cambiare quel niente in qualche cosa di definito. L’educazione crea una maschera. Quando vede le persone, lei crede in questa maschera. Quando la maschera cade anche lei vede che le persone che ha di fronte sono merda, come lei. Non importa chi ha di fronte, sono tutte maschere. Se guarda più attentamente, con imparzialità, vedrà che non sempre si è in grado di tenere su la maschera. L’altra persona non è niente, anche se ha davanti un colonnello o un senatore o un milionario; lei non è niente. Quello che vede sono le combinazioni della vita.

Un uomo, che è niente, può comprendere la sua nullità e lavorare su se stesso per cambiarla. Allora quell’uomo è un altro tipo di merda: merda alle rose. Lei è niente e anche gli altri sono niente: generale o colonnello sono cose esteriori, non valgono niente. Nella vita tutto è casuale: lavoro, posizione sociale, obblighi e doveri. Non importa che uno sia sindaco e un altro poliziotto di quartiere. La vita crea queste anomalie, ma dentro è tutto uguale. Le cose che accadono fuori non cambiano quelle che si trovano dentro. Solo il lavoro cosciente e la sofferenza volontaria possono riuscirci.

(Da “Incontri con Gurdjieff 1941-1943”, Gurdjieff Georges I.; Formentin A., Trevisani M., Gancitano M. – Curatore)

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