La sofferenza come via per lo sviluppo di una coscienza superiore

La sofferenza come via per lo sviluppo di una coscienza superiore

Disse anche che, mentre un individuo può influenzare molti altri in piccole cose, in realtà quell’uomo poteva solo trasmettere la conoscenza acquisita da altri, che era una delle grandi sfide dei Maestri che erano esistiti nella storia. Inoltre, che secondo la sua crescita ed apprendimento nella vita, uno arrivava a vedere che la propria sofferenza era nulla, rispetto alla necessità di vedere la sofferenza apparentemente inutile degli altri.

In un senso, egli disse che la prova più dura della vita era l’incapacità di alleviare le sofferenze altrui e che ciò che lo rendeva peggiore, era che la maggior parte della sofferenza umana non aveva valore, nel senso che non serviva a nessuno scopo; non si sperimentava mai coscientemente, per un obiettivo adeguato.

Invece di ‘usare’ la propria sofferenza per lo sviluppo della sua coscienza superiore, la gente passa la vita usando tutti i mezzi che può trovare, cercando di alleviare una sofferenza che, in qualche modo, non può essere evitata. Egli disse inoltre, e lo ripeté nei suoi scritti, che se gli uomini potessero individualmente avere la conoscenza e la consapevolezza costante dell’inevitabilità della propria morte, avrebbero già ottenuto un grande risultato sulla strada della crescita e nella loro preparazione per il vero Apprendimento.
Ma il triste fatto era, secondo lui, che il nostro stato di coscienza era tale, che rendersi conto di questo era quasi impossibile.

(F. Peters)

 

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