La scienza del mondo interno e la scienza del mondo esterno

La religiosità che deriva dalla ricerca interiore è assai vicina alla scientificità: entrambe sono basate sull’esperienza diretta.

In entrambe occorre essere liberi da pregiudizi e da credenze, mettendo in discussione le superstizioni religiose e i sistemi filosofici.

Per questo sia gli scienziati che i mistici sono spesso stati perseguitati.

Lo scienziato e il mistico sono mossi dalla stessa passione della conoscenza in due direzioni speculari, e questo desiderio di verità difficilmente può essere contenuto negli ambiti di qualsiasi tipo di dogmatismo.

Entrambi fanno riferimento unicamente alla propria esperienza e non possono rinnegarla.

Le Chiese hanno sempre incoraggiato la fede, demonizzando il dubbio.

Il buon credente “come dice la parola stessa” accetta senza mettere in discussione i dogmi proposti dalla sua religione.

Il ricercatore spirituale cerca dentro di se l’esperienza che ha il sapore delle verità.

La scienza è unica e universale, non esiste una scienza francese, belga o tedesca, perché unico e universale è il metodo sperimentale.

Così quando si riconoscerà il carattere scientifico della ricerca interiore, non ci sarà più un essere ebraico, mussulmano o cattolico, ma solo una grande corrente di esperienze soggettive che nel tempo troveranno una loro unità e universalità.

La religiosità è un’affermazione di vita, la consapevolezza della nostra unicità e irripetibilità, il senso della sacralità di ogni singola coscienza e non può essere gestita e amministrata, in chiese o templi, dai ministri del culto e del potere.

Questa scienza dell’interno esiste da tempo.

Le grandi religioni orientali sono basate sull’esperienza del “proprio vuoto” interiore e sulla realizzazione del proprio essere, non sulla fede.

Nel corso dei secoli, in oriente, migliaia di uomini hanno dedicato la vita alla ricerca di questa esperienza soggettiva, esattamente come in occidente i ricercatori hanno sviluppato una scienza partendo da metodi simili e dal confronto delle proprie esperienze.

Ciò che cambia è solo la direzione della ricerca.

Così in Oriente hanno preso vita un gran numero di differenti scuole spirituali, ognuna delle quali adottava alcune tecniche specifiche.

I ricercatori spirituali per generazioni hanno continuato a fare esperienza di spazi interiori e tracciare delle mappe di questi “territori spirituali”.

In questo modo le scuole di ricerca spirituale hanno portato ad un altissimo grado di evoluzione la scienza della conoscenza.

La scoperta fondamentale è che, pur con differenti tecniche di meditazione, è possibile per ogni essere umano arrivare ad uno stato di coscienza vigile e incontaminata da impressioni o da pensieri, al vuoto interiore.

Quando questo stato è raggiunto, la coscienza individuale si fonde con la “coscienza del tutto”. Nella storia questo stato di autorealizzazione viene chiamato risveglio o illuminazione.

 

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