La scienza antica delle Danze Sacre: comprensione e libertà

scienza-antica-danze-sacre-comprensione-libertaNell’uomo, così come nell’universo, tutto è in movimento. Nulla sta fermo o rimane uguale. Nulla dura per sempre o finisce del tutto. Tutto ciò che vive si evolve o declina in un movimento incessante di energia. Le leggi che sottostanno a questo processo universale erano conosciute dalla scienza antica, che aveva assegnato all’uomo il suo posto nell’ordine cosmico. Secondo Gurdjieff, le danze sacre, tramandate nei secoli, incarnavano i principi di questa conoscenza, permettendo di affrontarla in modo dinamico e diretto. Tutte le manifestazioni della vita vengono espresse nell’uomo sotto forma di movimenti e atteggiamenti, cioè posture. Dal livello più ordinario a quello più elevato, ogni possibile manifestazione ha il suo proprio movimento e il suo atteggiamento: un pensiero ha un movimento e una forma che gli sono appropriati; un sentimento ha un movimento e una forma che gli sono propri; la stessa cosa per un’azione. Tutta la nostra educazione consiste esattamente nell’imparare un intero repertorio di atteggiamenti di pensiero e sentimento, e così pure di movimento. Questo repertorio costituisce i nostri automatismi, ma noi non lo sappiamo. E c’è un linguaggio che non siamo in grado di comprendere.

Crediamo di essere coscienti e che i nostri movimenti siano liberi. Non ci accorgiamo che ogni movimento è una reazione, una reazione allo shock di un’impressione. L’impressione ci ha a malapena raggiunti che già è pronto il movimento di risposta, in genere molto prima che ne siamo consapevoli. La consapevolezza viene dopo. Tutto questo avviene improvvisamente e nulla al nostro interno è abbastanza veloce o sensibile da percepirlo nel momento stesso in cui accade. Qualunque possa essere il movimento di risposta, da qualsiasi luogo giunga, è inevitabilmente già stato condizionato dall’automatismo delle associazioni, da tutte le abitudini e i cliché impressi nella memoria. Non abbiamo nient’altro con cui poter reagire. Perciò la nostra vita è una ripetizione incessante di ricordi accumulati. Ma finché ne rimaniamo inconsapevoli i nostri movimenti ci sembrano liberi. In realtà siamo prigionieri dei nostri atteggiamenti nel pensare, nel sentire e nel muoverci, come presi in un cerchio magico da cui non possiamo fuggire. Per uscirne dovremmo essere capaci di assumere un altro atteggiamento: pensare, sentire e agire in modo diverso, contemporaneamente. Ma poiché non lo sappiamo, e le tre cose sono interconnesse, non appena cerchiamo di cambiarne una intervengono le altre, e non abbiamo scampo. L’automatismo ci trattiene a un livello di pensiero e sentimento molto ordinario.

I Movimenti di Gurdjieff rappresentano note di un’ottava di livello diverso da quella su cui viviamo normalmente. Conducono l’energia delle nostre funzioni in una direzione ascendente, verso una qualità di vibrazioni che ha la stessa intensità in tutti i centri. E’ stata prevista una certa successione di movimenti che richiede un’attenzione particolare del pensiero, della mente. Senza questa attenzione il processo non potrà continuare. La qualità del pensiero deve dunque essere mantenuta ad un certo livello, a una certa intensità. Ma è il corpo a compiere il movimento. Per eseguirlo ed esprimerlo pienamente, il corpo deve avere una grande libertà, ha bisogno di adattarsi completamente. La più piccola resistenza del corpo impedirà al pensiero di seguire l’ordine del movimento. Se non si riesce a mantenere questa qualità nel corpo e nel pensiero, il movimento non seguirà la direzione necessaria. Sarà frantumato, privo di scopo. A fronte della richiesta, si risveglia il sentimento. La comparsa del sentimento reca una nuova intensità, un’unificazione che crea in noi una corrente specifica, una nuova ottava. Questi Movimenti hanno un duplice scopo. Richiedendo una qualità di attenzione che deve essere mantenuta in diverse parti contemporaneamente, ci aiutano a uscire dall’angusto cerchio dell’automatismo. E attraverso una rigida sequenza di posture ci conducono a una nuova possibilità di pensiero, di sentimento e di azione. Se potessimo realmente percepire il loro significato e parlare il loro linguaggio, i Movimenti ci rivelerebbero un altro livello di comprensione.

Jeanne de Salzmann, tratto da “La Realtà dell’Essere”

 

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