LA QUARTA VIA di Maurice Nicoll

Movimenti con ShurtaIn questo momento, è necessario comprendere la Quarta Via.

Vi son quattro vie di Lavoro su se stessi. Noi apparteniamo alla Quarta Via, che è la più difficile di tutte perché deve essere praticata nella vita. La Via del Fachiro, ovvero la Prima Via, la Via del Monaco, ovvero la Seconda Via, la Via dello Yogi, ovvero la Terza Via, non sono la nostra. Non siamo Fachiri che tengono le braccia alzate anno dopo anno; non siamo monaci che vivono in monasteri; non siamo Yogi che vanno in scuole remote o che siedono in meditazione nelle grotte dell’Himalaya. Apparteniamo a ciò che si chiama la Quarta Via, che è nella vita. Allora dobbiamo Lavorare nella vita, circondati da tutte le avventure e disavventure e alla fine, la vita diviene il nostro insegnante, ovvero, dobbiamo praticare la non-identificazione nel pieno degli eventi della vita; dobbiamo praticare il ricordo di sé nel pieno degli affari; e dobbiamo accorgerci delle emozioni negative e separarci da esse nel mezzo di tutti i dolori e le gioie della vita quotidiana.

Ora, vorrei dire a tutti che alcuni di voi non comprendono l’idea della Quarta Via, per esempio, mi sembra che vi aspettiate che le condizioni esistite un tempo debbano esistere o esisteranno per sempre. E’ sbagliato. La Quarta Via deve sempre essere posta in relazione al variare delle circostanze della vita e non può mai divenire fissa e abituale. Può darsi sia necessario modificare improvvisamente l’intero schema esterno delle cose. Non abbiamo alcuna idea di come andranno le cose in futuro. Comprendiamo però che il Lavoro deve continuare in futuro. E ciò significa che le persone devono essere in grado di adeguarsi a condizioni esteriori completamente differenti e tuttavia mantenere il senso e la percezione del Lavoro.

Dovete imparare che ogni cambiamento esterno nel Lavoro vi è sempre utile, qualunque forma assuma: tutti voi dovete essere preparati a seguirlo nelle sue mutevoli manifestazioni esteriori e mantenere in ogni momento un atteggiamento interiore chiaro nei suoi confronti.

Per quanto ne so, è possibile che ci troveremo ancora in circostanze differenti, che nuovamente necessiteranno di una comprensione appropriata, e poi ancora, e poi ancora.

Ogni cambiamento di circostanze offre un’occasione molto utile perché ciascuno possa imparare qualcosa.

E qui vi ricorderò un significato di “assenza di meccanicità” nel Lavoro. Se non sapete porvi in relazione con un lato o un altro della vita, dovete fare di questo uno dei vostri scopi. Non vi è una sola cosa nella vita di cui non dovreste essere bene informati, o capaci di mantenervi in connessione con essa.

Chiedetevi, tutti voi, in quali aspetti della vita siete molto poco sviluppati, e qui intendo semplicemente la vita ordinaria esteriore. Sareste in grado di farvi improvvisamente carico di un esercito? Sareste in grado di gestire un hotel? Sareste in grado di parlare in maniera efficace a un Primo Ministro? Potreste produrre una pièce teatrale o navigare o dare un ballo importante e mantenervi tranquillo e sapere che cosa fare?
Potreste scrivere la critica di un libro?

La Quarta Via sta nella vita e le persone devono essere sufficientemente forti per mantenere questo nella loro volontà e nella loro comprensione perché essa non ha templi o chiese o rituali, solo regole. Perciò, per cortesia, comprendete che se le circostanze esteriori della Quarta Via per voi cambiano e cambiano ancora e ancora, dovete sempre cercare di mantenere il vostro equilibrio e accettare le nuove condizioni come Lavoro e credere che per quanto mi possa piacere personalmente un uomo o una donna, non posso farci nulla se un cambiamento delle circostanze esteriori rende lui o lei negativi nel Lavoro.

IL Lavoro può toccare un uomo solo se egli ha la volontà di riceverlo; e allora il Lavoro incomincia lentamente a trasformarlo. Perciò, il Lavoro non è nello spazio e neppure nel tempo. E’ in qualcosa che non comprendiamo, che non è né spazio, né tempo, né luogo né momento, per il quale si è inventata una parola molto tempo fa, una parola che è sempre completamente fraintesa, chiamata eternità.

 

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