La Terra ha una seconda Luna, il suo nome è “3753 Cruithne”

La luna a cui siamo tutti abituati e che tanto ci fa sognare non è il solo satellite naturale che accompagna il nostro pianeta.
Esiste, infatti, una seconda luna, dal diametro di 5 chilometri appena. “3753 Cruithne” è il nome del piccolo corpo celeste che attorno alla terra disegna un’orbita simile ad un arabesco.
Un disegno così strano da sfiorare anche Marte e Venere, 770 anni per compiere un solo giro completo intorno alla terra.
I primi studi della nostra luna numero 2, risalgono al 1997, quando gli astronomi Paul Wiegert e Kimmo Innanen insieme a Seppo Mikkola, descrissero su Nature il corpo. Solo di recente, però, gli studiosi sono stati in grado di capire strutture e meccanismi:
“Questo quasi-satellite si muove in risonanza con la Terra, la cui gravità – spiega l’astronomo Martin Connors – modifica la posizione del corpo celeste come un adulto fa dondolare un bimbo su un’altalena”. In base alle indagini della Smithsonian Institution Usa, la strana orbita potrebbe rappresentare un punto di svolta per comprendere la formazione del sistema solare.
Secondo i calcoli degli astronomi questo piccolo corpo celeste, potrebbe viaggiare intorno alla terra per altri 8mila anni.

 

LA CAUSA DELLA GENESI DELLA LUNA

Tratto da “I racconti di Belzebù a suo nipote”

A quel tempo, come ti ho già detto, quel sistema solare si era appena formato e non partecipava ancora pienamente alla cosiddetta “armonia di reciproco sostegno di tutte le concentrazioni cosmiche”. Solo più tardi si seppe che, in conformità all’”armonia di reciproco sostegno di tutte le concentrazioni cosmiche”, una cometa cosiddetta “a grande orbita” — ora nota come “cometa Kondur” — doveva attraversare quel sistema. A quel tempo la cometa era già del tutto “concentrata”, ma stava percorrendo la sua traiettoria definitiva per la prima volta. E come ci fu spiegato più tardi confidenzialmente da alcuni Individui sacri competenti, era previsto che la traiettoria descritta dalla cometa intersecasse quella della Terra. Ma in seguito a un errore di calcolo di uno dei sacri Individui esperti in leggi di creazione e di conservazione del mondo, i tempi in cui le due concentrazioni avrebbero dovuto passare nel punto d’intersezione delle reciproche traiettorie si trovarono a coincidere. La conseguenza di quest’errore fu che il pianeta Terra e la cometa Kondur entrarono in collisione, e si urtarono così violentemente che per il colpo, come già ti ho detto, due grandi frammenti si staccarono dal pianeta Terra e cominciarono a volare nello spazio. Siccome il pianeta si era appena formato e la sua atmosfera, che avrebbe dovuto servire da “ammortizzatore”, non aveva ancora avuto il tempo di costituirsi interamente, le ripercussioni di questo impatto furono molte e gravi.
Di questa catastrofe cosmica generale fu informata immediatamente Nostra Eternità. E dal Santissimo Sole Assoluto fu subito inviata sul sistema solare Ors un’importante commissione di Angeli e Arcangeli, specialisti in fatto di creazione e di mantenimento del mondo, sotto la direzione del Grande Arcangelo Sakaki. L’Altissima Commissione si fermò sul nostro pianeta Marte, che era il più vicino alla Terra, e cominciò a indagare. I sacri membri dell’Altissima Commissione ci tranquillizzarono presto, dicendo che ormai non era più il caso di temere un disastro cosmico di grandi proporzioni. E l’Arci-lngegnere Arcangelo Alghemathant ebbe la bontà di spiegarci personalmente che secondo ogni probabilità le cose si erano svolte nel modo seguente:
I frammenti staccati del pianeta Terra, prima di superare i limiti della sfera d’influenza del pianeta, avevano perso l’impulso ricevuto dalla collisione; e perciò, conformemente alla “legge di caduta”, avevano cominciato a ricadere verso la loro massa di origine. Ma a quella massa non potevano più riunirsi perché nel frattempo erano passati ormai definitivamente sotto l’influenza di una legge cosmica detta “legge di recupero”; pertanto da allora quei frammenti descrivono intorno alla loro massa d’origine una serie di orbite ellittiche perfette, proprio come quelle che la Terra descrive intorno al suo sole Ors. E se una nuova catastrofe cosmica imprevista non interviene a cambiare tutto, in un senso o nell’altro, continueranno così a tempo indefinito. “Sia lodato il caso!” aveva esclamato Sua Grandezza Pentadimensionale. “Il movimento armonico del sistema generale non è andato distrutto, e la pacifica esistenza del sistema Ors si è rapidamente ristabilita”. Tuttavia, figliolo, l’Altissima Commissione, avendo considerato tutti i dati di cui poteva disporre nonché i possibili cambiamenti futuri, ritenne che i frammenti del pianeta Terra, pur mantenendo temporaneamente le posizioni attuali, avrebbero potuto in seguito abbandonarle — a causa di alcune “traslazioni tastartonarniane” previste dalla Commissione stessa — determinando ogni sorta di calamità irreparabili per il sistema solare Ors e per quelli vicini. Dunque, per scongiurare quest’eventualità l’Altissima Commissione decise di prendere alcune misure preventive. E la miglior misura del caso era di far sì che la massa d’origine — cioè il pianeta Terra — provvedesse a mantenere i due frammenti staccati inviando loro continuamente le vibrazioni sacre dette “askokinn”. La sacra sostanza “askokinn” si costituisce sui pianeti solo quando le due leggi cosmiche fondamentali — 1″`Heptaparaparshinokh sacro” e il “Triamazikamno sacro” — funzionano in maniera “ilnosoparniana”: in altri termini, quando queste due leggi cosmiche si rivelano e si manifestano sulla superficie di una data concentrazione cosmica in modo indipendente — “indipendente” entro certi limiti, beninteso.
Ebbene, figliolo, il Grande Arcangelo Sakaki, accompagnato da alcuni Sacri Membri dell’Altissima Commissione, si recò immediatamente presso Sua Eternità perché una realizzazione cosmica di questo tipo non può avvenire senza il suo consenso. Appena gli Individui Sacri ebbero ottenuto il benestare di Sua Eternità, sempre sotto la direzione del Grande Arcangelo Sakaki il suddetto processo venne realizzato sulla Terra. E da allora su quel pianeta tutto sorge in modo conforme all’Ilnosoparno, e i frammenti staccati, che ancora esistono ai nostri giorni, non costituiscono più una minaccia di catastrofe universale. A quei tempi il frammento maggiore fu chiamato “Lunderperzo” e quello minore “Anulios”; e persino gli esseri tricerebrali ordinari che comparvero in seguito sulla Terra li chiamarono inizialmente con questi nomi. Ma poi in epoche diverse ebbero nomi diversi: recentemente il frammento grande è stato designato col nome di “Luna”, mentre il frammento piccolo è stato pian piano dimenticato. Anzi, non soltanto gli esseri attuali non gli hanno dato alcun nome, ma non suppongono neppure che esista. E interessante notare a questo proposito che gli esseri del continente Atlantide, un continente in seguito scomparso, conoscevano ancora il secondo frammento del loro pianeta e anch’essi lo chiamavano “Anulios”. Ma gli esseri degli ultimi periodi d’esistenza di questo continente, nella presenza dei quali si erano già cristallizzati e integrati gli effetti delle conseguenze delle proprietà dell’organo kundabuffer, lo chiamavano “Kimespai”, cioè letteralmente “che-non-lascia-dormire-in-pace”.
Gli attuali esseri tricerebrali di quest’originale pianeta ignorano quell’antico frammento perché la sua relativa piccolezza e la sua distanza dalla Terra lo rendono inaccessibile alla loro vista, e perché nessuna “nonna” ha raccontato loro che nel buon tempo antico quel piccolo “satellite” del pianeta era ben conosciuto. E quei pochi che, attraverso un giocattolo eccellente ma assai puerile chiamato “telescopio”, per caso lo intravedono, non gli prestano la minima attenzione e lo scambiano semplicemente per un grande “aerolito”.
D’altra parte è probabile che gli esseri attuali non lo vedano mai più, poiché, alla loro natura è diventata inerente la proprietà di vedere soltanto l’irreale. Rendiamo loro questa giustizia: negli ultimi secoli si son meccanizzati talmente “ad arte” da non veder più nulla di reale.

 

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