Katherine Mansfield al priorato di Gurdjieff

Katherine-Mansfield-priorato-GurdjieffKatherine Mansfield è stata una scrittrice neozelandese. 

Nata a Wellington il 14 ottobre 1888, era un’amante della musica e delle letteratura di genere.

I suoi racconti brevi e i suoi romanzi fecero fortuna in gran parte dell’Europa, soprattutto in Inghilterra, a Londra, città in cui Katherine visse a stretto contatto con molti scrittori a lei contemporanei come Virginia Woolf.

Nel 1917 si ammalò di una grave forma di tubercolosi che cercò di curare fino al giorno della sua morte. Nel 1922 i sintomi della malattia si fecero più difficili da gestire e Katherine comprese che l’unica speranza di trascorrere i suoi “ultimi giorni di vita” con una certa qualità umana risiedeva nell’Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo di Gurdjieff, a Fontainebleau, in Francia, dove morì in seguito all’ennesima emorragia il 9 gennaio del 1923.   

Secondo le testimonianze degli allievi diretti del maestro caucasico, Gurdjieff si impegnò a fondo per alleviare le sofferenze di Katherine e per prolungare la sua vita con alcune tecniche tradizionali dell’oriente. 

Il seguente estratto è tutt’ora inedito in Italia ed è stato recentemente tradotto da Riccardo Orlando, insegnante della Scuola di Movimenti e Danze Sacre di Gurdjieff con Shurta. Si intuisce che Gurdjieff permettesse a Katherine di assistere alla pratica delle Danze per potersi nutrire di una potente forma di energia. Quest’esperienza ha avuto senz’altro un riflesso nei suoi scritti e nella sua concezione di pensiero.

Katherine Mansfield al priorato di Gurdjieff 

da un’intervista a James Moore

“Accadde un’improbabile metamorfosi dei suoi scritti dopo la pratica di Movimenti come i “Trenta gesti” o il “Canone di sette”. Katherine fu sensibile alla particolarità e al valore di queste Danze.

In particolare, di un’antica danza assira straordinaria. “Non ho parole per descriverla. Vederla sembra cambiare per un momento tutto il mio essere.” Ma uno dei Movimenti che le ha trasmesso un messaggio speciale fu “L’iniziazione della sacerdotessa”, frammento di un rituale misterico. Proveniva da un tempio sotterraneo dell’Hindu Kush (catena montuosa dell’Afghanistan). La moglie di Gurdjieff, la signora Ostrowska, danzava nel ruolo della grande sacerdotessa. Toccata da questa influenza, Katherine cominciò a rivalutare il senso generale e la vera funzione dell’essere una scrittrice. La sua critica inizia dove tutta la buona critica comincia: da quella propria. Katherine sentì che non era mai stata che una cinepresa selettiva, incosciente e perfino nociva, a volte. Ma stava acquisendo una nuova visione delle cose e un nuovo modo di narrarle.

Da quel momento, nelle sue opere diede voce agli eroi, rendendo attraenti anche le loro virtù più comuni e i vizi abitudinari.”

“Più che mai sento che posso sviluppare una via in me, che la morte non distruggerà mai.” 
(Katherine Mansfield)

 

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