Il Significato nascosto della Danza Sacra

www.movimentidanzesacre.itE’ un’illusione credere che i nostri movimenti siano liberi, sostiene Gurdjieff; anche che i nostri sentimenti e pensieri siano liberi è un’illusione. Ciò significa forse che le nostre azioni non sono mai coscienti? Che facciamo tutto come in un sogno? Tuttavia, noi riteniamo di essere coscienti e completamente liberi in tutti i nostri movimenti.
Il movimento è una risposta, una risposta allo shock di un’impressione. Non appena un’impressione ci giunge, parte il movimento in risposta: normalmente ben prima di esserne coscienti. La consapevolezza viene dopo. E tutto questo evento avviene così improvvisamente che nulla in noi è sufficientemente rapido, sufficientemente intenso e sensibile per percepirlo nel momento stesso in cui avviene. Qualunque possa essere il movimento in risposta, da dovunque venga, è stato condizionato dall’automatismo delle nostre associazioni, da tutte le abitudini e dai cliché incisi nella nostra memoria. Non abbiamo nulla in noi con cui rispondere, salvo questi ricordi accumulati. Perciò, la nostra vita è ripetizione senza fine. Fino a che rimaniamo inconsapevoli di questo, però, il nostro movimento ci sembra libero.

C’è un qualche modo di andare al di là dei limiti di questo automatismo?

Per incominciare, dobbiamo scoprire che non tutti i nostri movimenti sono dello stesso tipo. In primo luogo tutti noi dobbiamo comprendere la differenza fra movimenti inconsci, che operano interamente sotto il controllo del centro motore, e quelli che sono messi in movimento dall’intervento del pensiero. In questo secondo tipo di movimento, la mente si stacca dal movimento, al fine di dare ad esso forma e continuità, mentre il centro motore rimane passivo, ricettivo.

Vi è tuttavia, un movimento di un terzo tipo ancora. Quando vediamo che la mente non può più controllare il movimento, e che il centro motore sta per farsene carico, in quel preciso momento, quando la nostra coscienza ordinaria non sa che cosa sta per succedere, può comparire un sentimento di urgenza. Questo sentimento di urgenza mobilita in noi una nuova energia: un’attenzione fino ad allora a noi sconosciuta, perché non sapevamo di averne bisogno.

Allora il movimento può essere preso in carico dal centro motore mentre rimane ancora connesso con un’energia che è in grado di controllarlo e tuttavia di lasciarlo libero. Questa straordinaria possibilità quasi ci sfugge, poiché va in direzione opposta al nostro atteggiamento abituale, che supponiamo essere cosciente.

Se percepiamo ciò, però, è solo passando attraverso l’esperienza, ciascuno di noi per se stesso, che riusciremo a rompere il ciclo del nostro automatismo; il desiderio di andare oltre i limiti della nostra coscienza abituale può condurre ciascuno di noi ad un nuovo modo di essere.

E’ questo il significato nascosto di ciò che le danze e gli esercizi sacri richiedono da coloro che li praticano.

Di Jeanne de Salzmann
Copyright © 2002 Institut Gurdjieff, Paris

 

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