Il Ruolo del Movimento nell’Educazione Completa dell’Uomo

dTalvolta, un evento della vita, cattiva sorte, un incontro che commuove in profondità, urta l’edificio relativamente artefatto e solido che un essere umano si è costruito per la comodità della sua esistenza. Scosso in quelle che egli crede essere le sue radici, per un istante egli è bruciato dal fuoco di una domanda, di un dubbio: chi sono io? perché vivo? dove vado? In questo momento di realtà, egli pensa. Tali momenti sono però quasi sempre eccezionali ed accidentali, soprattutto per gli uomini specializzati, condizionati da attitudini sociali, ritirati in circoli viziosi nelle ombre della loro coscienza, che la nostra civiltà moderna produce in abbondanza. L’apparenza di equilibrio dell’edificio è però raramente compromessa in modo grave. Per la domanda “chi sono io” lo stato civile, i nomi propri, i cognomi, le posizioni sociali, le professioni, i titoli accademici, i gradi, i circoli sociali, gli specchi, le ambizioni, le vanità e la pigrizia sono lì a dare la pretesa di una risposta. Se una persona è di una natura leggermente speculativa, anche la sua piccola filosofia interna ha risposte in serbo per queste domande insistenti: risposte brillanti, consolatorie o approssimative. E l’uomo, questo vascello fantasma, salpa nuovamente sotto il suo sartiame illusorio sulle onde di questo mondo ove, talvolta, un vascello reale lascia la propria scia.

Inoltre, come avrebbe risolto queste domande? Pur guardandole in modo diretto, come ai tempi di Giacobbe gli uomini confrontavano gli angeli splendenti sulle vette delle montagne e si battevano con loro, bruciando le loro membra, che cosa potrebbe fare? Da dove incominciare? E’ difficile incominciare a mettere in questione tutto se non si è visto, o quantomeno udito, di una via aperta, non importa quanto difficile o stretta possa essere, nella ricerca di una risposta reale. Nella miracolosa logica della vita, però, sembra che ogni ricerca vera trovi l’aiuto esterno, i segnali stradali, di cui ha bisogno: non un veicolo che trasporti l’uomo senza sforzo, in cui possa riposare e lasciarsi guidare, ma un dito preciso che indica sempre il percorso più diretto ed il più duro, in una zona dove ciascuno, per andare avanti, può contare solo sul proprio sforzo.

Che cosa fare, dove incominciare per coloro che sono stati scossi dal dubbio, per coloro che non hanno perduto il desiderio dell’infanzia di cercare se stessi, di fare esperienza di se stessi, di edificare se stessi? E che cosa fare per risparmiare al bambino le esperienze spesso lunghe e dolorose, per guidarlo lungo un percorso di sviluppo umano normale (non intendo conformarsi a regole esterne ed arbitrarie, ma seguire l’evoluzione reale e completa della conoscenza investita in un individuo umano?). Non mancano gli insegnanti o i supposti istruttori che credono o fanno credere di aver trovato la chiave, il sistema ideale. In realtà questi sistemi quasi sempre si centrano su un’idea o su un’osservazione vera, ma parziale. Per uno, l’educazione perfetta sarà lo sviluppo pienamente naturale, animale della bestia umana; per un altro, la coltivazione della spontaneità e della sensibilità al di sopra di tutto. Quasi sempre, essi porranno l’accento su una particolare disciplina a loro cara: cultura fisica, sport, campeggio, pittura, musica, filosofia o storia naturale. Quasi sempre, essi sono uomini il cui cuore è pieno di buone intenzioni; ed alcuni di loro sono eminentemente pericolosi poiché impongono uniformemente le loro buone intenzioni, concetti limitati, le loro manie o addirittura i loro tic agli studenti loro affidati, senza comprendere che un dato metodo educativo, eccellente per uno, farà uno storpio mentale di un altro.

Se ho parlato di una miracolosa logica nella vita è perché in un tempo in cui ve ne è una così grande necessità per tutti noi, ho visto in azione un metodo di educazione, nel senso esatto della parola, in grado di indicare a ciascuno, bambino o adulto, la direzione più vera in cui cercare per se stesso. Non solo di indicare, ma, mediante un ‘incessante richiamo alla coscienza ed alla presenza dell’individuo totale, mediante esercizi, condizioni ed esperimenti appropriati a ciascuno, di incitare ciascuno a camminare, germogliare e maturare in questo percorso su cui ciascuno va da solo, nella solitudine di una singola presenza che è tuttavia il luogo in cui tutti noi possiamo comunicare.

Il fatto è che esiste un insegnamento fondato su questa conoscenza, che può rivolgersi a qualunque essere umano, poiché si rivolge a tutti gli aspetti dell’essere umano. Non accumulando vari metodi ed insegnamenti, come fanno la maggior parte delle istituzioni “educative”, che credono di poter sviluppare l’essere nel suo insieme mettendo insieme un’ora di matematica, un’ora di disegno e un’ora di ginnastica, tagliando così l’individuo a fettine, il cui centro dei centri, disperso, è perduto; chiedendo invece a ciascuno di essere presente per quello che è, in quel preciso momento, con tutto ciò che egli possiede quali organi, facoltà ed acquisizioni, dalla testa ai piedi attraverso il cuore. E la sola forma di esistenza comune ai diversi aspetti dell’essere individuale, che sarà perciò il mezzo, il terreno di questo insegnamento, è il movimento. Se qualcuno dice, allo stesso modo di un corpo in movimento, di essere “emotivamente com-mosso”, che “il pensiero corre”, queste metafore non sono semplicemente figure retoriche. Tutto ciò è movimento. E tutto il movimento è soggetto ad una velocità (un tempo), una cadenza ed un ritmo. La scienza – non solo teorica, ma vissuta – delle velocità, cadenze e ritmi sarà perciò un mezzo ideale per un’educazione genuina. Questa scienza pratica ha molti aspetti. Due degli aspetti principali sono o erano conosciuti sotto il nome di danza e musica: arti, non quali gratificazioni digestive, emotive o intellettuali che normalmente conosciamo, ma in quanto saper-fare superiore, un sapere come fare nel senso che la Musica per i Greci raccoglieva tutta la cultura; nel senso che Poesia è creazione, edificazione del sé.

Ancora temo, tuttavia, con questa presentazione teoretica, di deviare dal fatto centrale. Vorrei potervi fare assistere ad una di queste “lezioni” o, meglio, ad uno di questi concentrati di vita. E ancora no, non sarebbe sufficiente per voi vedere ed udire; anche se ripetuta ancora ed ancora, la vista avrebbe sempre qualcosa di nuovo, percepireste che si è fatto un lavoro, che vi era qualcosa in movimento, continuerebbe però ad essere una vista esterna.

Un panorama completamente differente, che si apre nel sé, compare a colui che prende parte (non fosse che una volta) a queste “lezioni”. Prima, vi è un caos interiore, una confusione profonda; tutto quanto viene rimesso in questione. Vi viene chiesto di fare gesti molto semplici: il vostro corpo non vi obbedisce più non appena vi spostate leggermente dalle vostre vecchie abitudini. Vi viene chiesto di compiere un semplicissimo sforzo di memoria, di riflessione, di calcolo, e la vostra intelligenza lavora solo con grande fatica non appena i vostri meccanismi associativi, le espressioni assimilate ed i vostri cliché cadono in ceneri fredde sui vostri cervelli e sulle vostre lingue. Quest’esperienza, di cui la vita è avara, vi viene offerta in ogni momento. Ogni minuto, vedete un po’ più chiaramente che tutto è meccanismo, morte, sonno, codardia, posa, vanità, chiacchierio, nelle varie formazioni del vostro essere. E tuttavia non sarete schiacciati dalla disperazione, poiché vedrete un sentiero aperto, un modo di fissarsi nel guizzante, povero e nudo bagliore che, con eclissi, brilla in voi. Vedrete un modo per ravvivare questa piccola fiamma, alimentarla, farla crescere e durare e correre sul libero sentiero che deve illuminare. Allora comprenderete che quando l’allievo che aveva tali difficoltà con il semplice atto di camminare improvvisamente si illumina di gioia e facilità è perché questa gioia è il segno che, alla fine, egli ha realmente eseguito l’azione di camminare ad un dato passo, non ha fatto finta di camminare, ma ha coscientemente camminato a quel passo, armonizzando il torso con le gambe, la testa ed il cuore, ed il cuore con i piedi. Saprete che cosa può significare questa gioia che viene da un contatto reale con voi stessi, quando sorge in voi, quando non solo un semplice passo, ma un intero ritmo prende a vivere nel vostro corpo. Nel vostro cuore, scoprirete tesori e mucchi di letame. Vedrete funzionare il vostro cervello, le vostre teorie blateranti, le biblioteche ammuffite che ingombrano la stanza di sopra. E forse, in quel momento, un occhio si aprirà nel vostro cranio e farà “sciò” a stormi di pappagalli chiacchieroni. Vedrete ciò che hanno visto coloro che sono stati fermi come rocce: quali giungle, quali voliere, quali serragli pieni di grida, mormorii, grugniti, di quale regno voi siete il re, ed in quale disordine è caduto il paese perché il principe dormiva o sognava di paesi lontani. Ed il tempo sembrerà molto limitato. Vi è così tanta pulizia da fare, così tanto ordine da stabilire e così tanti ordini da dare.

Talvolta, la voce che vi dirige esternamente vi farà notare che un certo muscolo nel vostro corpo è troppo teso, o non sufficientemente teso; che un certo nervo è irritato inutilmente, o che la vostra mente sta vagabondando in altre regioni. Saprete che era vero, vi rimetterete insieme. Poco per volta si compirà in voi un’operazione profonda, il cui solo segno visibile è una gioia, un rilassamento, un’improvvisa tranquillità del vostro intero corpo. E poco alla volta incomincerete a cercare negli atti della vostra vita quella coscienza di essere lì. Si svilupperanno più chiarezza, più giustizia e giudiziosità nei vostri gesti, nelle vostre opere, nel vostro riposo e nelle vostre relazioni quotidiane. Oppure, talvolta quella voce parlerà un po’ più a lungo, e le sue parole cadranno su di voi come in terra ben arata, mentre per altri avranno ispirato solo sterile curiosità.

Poiché dobbiamo dare un nome a tutto, quando qualcuno chiede a Madame de S. in che cosa consistano i suoi “corsi”, lei risponde generalmente che consistono in movimento. La parola ha il doppio vantaggio di essere esatta, a condizione di prenderla nel suo senso completo, e di essere al riparo dalle etichettature di ogni categoria, da qualsiasi “ismo”. Mediante movimenti appropriati di ogni tipo (compresa l’immobilità attiva e cosciente, che è una modalità assoluta di movimento), suggerendo velocità, tempi e ritmi alle differenti attività di un individuo, questo metodo lo guida lungo sentieri alle cui svolte egli trova inevitabilmente un lato imprevisto di se stesso. Un uomo può perciò, passo a passo, riuscire a valutare quanto egli valga, di che cosa sia capace; di comandare con la giusta economia, per il miglior ritorno possibile, le risorse, le riserve, le trasformazioni e gli impieghi della sua energia, in tutti gli aspetti in cui questa si manifesta; di muovere il corpo, i sentimenti ed i pensieri in un equilibrio reciproco verso l’obiettivo; di sapere che cosa vuole fare e farlo, di trovare piacere nel farlo, di voler fare ciò che fa.

Copyright © 1991 Mark Polizzotti
Ristampato con il permesso di City Light Books

Tradotto da Mark Polizzotti dall’antologia da lui edita, The Powers of Word: Selected Essays and Notes of Réné Daumal, 1927-1943, City Lights (San Francisco) 1991.Una delle figure letterarie di maggior talento in Francia nella prima metà del ventesimo secolo, Réné Daumal fu un genuino ricercatore della verità che trascorse gli ultimi quattordici anni della sua vita a studiare gli insegnamenti di Gurdjieff.

 

Vivi ora l`Esperienza

 

No Comments

Aggiungi il tuo commento

Verifica Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.