ESERCIZIO 4

Presto attenzione al mio respiro.

E’ sempre lì con me. 

Quante volte durante il giorno ricordo che vivo e che sto respirando? 

E’ possibile farlo in qualsiasi momento della giornata, da soli o in compagnia.  

Osservo l’aria che entra e l’aria un po’ più calda che esce, senza modificare il ritmo della respirazione.

Uso questa tecnica per ricordarmi di me nella quotidianità, per ritrovare uno spazio di centratura.

Di quiete e di attenzione.

E’ un po’ come tornare a casa, nel corpo.

“Quando rimango molto alla superficie di me stesso, non ho libertà d’azione sul rilassamento. D’altra parte, quando sono molto profondamente rivolto all’interno, arriva un momento in cui non ho libertà d’azione sulla tensione. C’è tuttavia un livello, in me, in cui riesco a vedere le tensioni formarsi a reagire l’una all’altra, senza esserne completamente assorbito. Questo dipende direttamente dalla capacità di sperimentare il mio centro di gravità, cui devo sempre ritornare. Questi movimenti di tensione e abbandono sono la mia risposta alla vita e hanno un’incidenza sul respiro. Nel momento in cui mi accorgo che il respiro non è mai libero, sorge la domanda relativa al suo significato e alla sua relazione con il pensiero, il sentimento e la vita organica.”

Jeanne de Salzmann, assistente di Gurdjieff 

Puoi leggere il documento completo di M.me de Salzmann sulla forza di centratura del respiro al seguente link: http://www.movimentidanzesacre.it/vivo-nel-respiro-di-jeanne-de-salzmann/

 

Potete scrivere un commento per qualsiasi domanda, chiarimento, richiesta di suggerimento o condivisione in base alla vostra esperienza con l’esercizio, a cui saremo felici di rispondere per essere di supporto.

 

 

Vivi ora l`Esperienza

 

3 Comments
  • Rita
    Posted at 11:28h, 23 maggio Rispondi

    Osservo il mio respiro e mi accorgo che tendo a cambiarlo…Bello vedere che c’è qualcosa che vorrei “mettere a posto” perfino nel ritmo o nella durata del mio respiro. Grazie ❤

    • Savino
      Posted at 13:28h, 23 maggio Rispondi

      Cara Rita,

      grazie a te di cuore per la condivisione.

      Come hai giustamente notato, la nostra tendenza è quella di cercare di cambiare le situazioni in noi.

      Quello che possiamo fare è Osservare cosa accade e ricordarci di noi: l’Osservazione di sé, il Testimone, l’Attenzione, sono tra gli strumenti centrali dell’Insegnamento.
      Con essi si verifica quel “mettere a posto” di cui parli. E’ un’intenzione differente.
      A questo proposito ti incollo il link di un testo molto utile presente nel sito, nella speranza possa esserti d’ispirazione:

      http://www.movimentidanzesacre.it/osservare-la-fonte-infinita-della-liberta-interiore/

      Un caro abbraccio e buon Lavoro!

      Savino

  • Rita
    Posted at 14:37h, 23 maggio Rispondi

    L’intenzione di non cambiare…che porta al cambiamento.
    Un testo davvero prezioso, grazie di cuore.
    Un abbraccio
    Rita

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