ESERCIZIO 18: IL TONO DELLA VOCE

Il suono della nostra voce è correlato al nostro stato d’animo e alla realtà di ciò che siamo in un preciso momento, al di là delle parole che stiamo usando. Le nostre intenzioni si manifestano attraverso le sfumature e le intonazioni della voce, non solo dalle parole.
 
Mentre parlo, mi ricordo di ascoltare il tono della voce cercando di non modificarlo, semplicemente mi osservo: potrò avere una sensazione di me più profonda, sentire com’è il mio respiro e accorgermi se sto reagendo a qualcosa oppure se sono in un’atmosfera interna di serenità e calma.
 
Con lo svolgimento di questo esercizio posso vedere i miei stati interiori e il mio modo di comunicare con il mondo esterno: come cambia la mia voce? Quanto sono autentiche le mie parole? Posso osservarmi e scoprire le mie abitudini espressive. Posso cogliere di sorpresa i miei stessi automatismi e imparare a conoscermi meglio.
 
“La conoscenza di sé è uno scopo molto alto, ma molto vago e distante. L’uomo nel suo stato attuale è molto lontano dalla conoscenza di sé. Questa è la ragione per cui, rigorosamente parlando, lo scopo di un uomo non può essere definito la conoscenza di sé. Il suo grande scopo deve essere lo studio di sé. Per lui sarà ampiamente sufficiente comprendere che deve studiare sé stesso. Ecco lo scopo dell’uomo: cominciare a studiare sé stesso, conoscere sé stesso, nel modo più giusto. Lo studio di sé è il lavoro, o la via, che conduce alla conoscenza di sé. Ma per studiare sé stessi, occorre innanzitutto imparare come studiare, da dove cominciare, quali mezzi impiegare. Un uomo deve imparare come studiare sé stesso, deve imparare i metodi dello studio di sé. Il metodo fondamentale per lo studio di sé è l’osservazione di sé. Senza una osservazione di sé eseguita in modo corretto, un uomo non comprenderà mai come le diverse funzioni della sua macchina siano collegate e in correlazione tra loro, non comprenderà mai come e perché, in lui, ‘tutto accade’.” – Ouspensky

 

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1Comment
  • Fato
    Posted at 09:55h, 21 agosto Rispondi

    Ho sentito dire che ognuno ha il proprio metodo per conoscersi.

    Ho un po di presunzione nell’affermare di avere un’estrema necessità di trovare il mio metodo personale senza ricorrere in esercizi riportati in alcuni libri. In quanto giudico anche l’eventuale riuscita dell’esercizio non autentico poiché inventato da qualcun’altro

    Spesso ultimamente mi chiedo se sia il caso di abbandonare la mia attuale posizione sociale per intraprendere un percorso di conoscenza interiore magari in una comunità che si occupa di “riabilitazione”

    Grazie per l’attenzione
    A presto
    Fabrizio.

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