Esercizio 11: un atto di attenzione

Tutti i giorni, prendo l’impegno di praticare un atto di attenzione verso il prossimo, sia esso una persona che conosco sia un perfetto sconosciuto, e nel farlo mi ricordo di me. 
 
E’ sufficiente una piccola cosa, in silenzio, senza ostentarla, come cedere il posto del parcheggio ad un’altra vettura, oppure il posto in coda alla cassa mentre faccio la spesa, o mentre mangio in compagnia sincerarmi che i miei commensali abbiano sempre un po’ d’acqua nel bicchiere….cose del genere. Non si tratta di buonismo o di carineria, ma di ricordarmi di me stesso e di avere lo stimolo ad aprirmi a un livello superiore di essere e di esistenza, dove posso aprire il mio cuore un po’ per volta e lasciare una forma diversa di energia a coloro che vivono intorno a me.
 
In un mondo come questo, caratterizzato dall’avidità e dall’egoismo per sostenere la propria sopravvivenza e rimarcare la rivalità che tanto ci è stata trasmessa durante l’educazione, posso prestare attenzione agli altri e dirigermi passo dopo passo in un reame di esistenza connesso all’amore. 
 
Mi ricordo di essere attento agli altri attraverso uno stato di Presenza.

Mi osservo e vedo cosa accade dentro di me nella pratica di questo Esercizio.

“Se aiuti gli altri, verrai aiutato. Forse domani, forse tra un centinaio d’anni, ma verrai aiutato. La natura deve pagare il debito. È una legge matematica e tutta la vita è matematica.” – Gurdjieff

 

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