“Domande preliminari” di Jean Vaysse

domande-preliminari-jean-vaysseNell’Universo in cui viviamo possiamo vedere che niente si perde. Ogni cosa proviene da qualche parte e, più o meno mutata o trasformata, ritorna da qualche parte. Nulla di ciò che ha preso forma o vita resta immutabile e ciascun mutamento serve in qualche modo alla vita.

L’essere umano non può fare eccezione a questa regola universale. Dotato di pensiero, può un uomo trascorrere la sua vita senza interrogarsi su sé stesso? E, dotato di sentimento, può una simile domanda lasciarlo indifferente?

Minerale, vegetale, animale, umano, ogni regno o genere di vita sul nostro pianeta è il supporto ad una qualità specifica che lo caratterizza e che, con varianti più o meno numerose, ha la “missione” di sviluppare. L’uomo dotato di pensiero, può non interrogarsi su quale sia la qualità specifica della vita umana e su ciò che essa sola può sviluppare? Arrivato forse un giorno ad una risposta che gli sembra valida, potrà a tal punto un uomo degno di questo nome aggrapparsi ad altro che non sia il tentare di far crescere, con ogni mezzo, questa qualità specifica che caratterizza lui e i suoi fratelli?

A partire dal momento in cui un essere umano ha sentito che deve andare in fondo alle cose, che non può limitarsi a vivere soltanto come gli richiede il mondo ordinario e che si interroga su che cosa sia lui stesso e sul senso della sua vita, la maniera in cui quest’uomo cerca e come si pone questa domanda possono prendere, al principio, forme molto diverse. Ma, alla fine, al di là degli aspetti parziali che appaiono isolati all’inizio, in questo campo c’è una sola ricerca, quella di sapere ciò che è vero dietro le apparenze; l’uomo che si pone una domanda di questo tipo non è essenzialmente, in definitiva, un Cercatore di Verità?

Jean Vaysse, domande preliminari tratte da “Verso il risveglio a sé stessi”

 

 

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