Le Danze, come i petali di una rosa infinita

danze infinito

Non posso definire cosa siano I Movimenti e le Danze Sacre di Gurdjieff, perché trovo che non si muovano dal “finito” ma dall’infinito.

È un Insegnamento Vivo e senza tempo: proviene da chi mi ha preceduta e continuerà con chi verrà dopo di me. Potervi partecipare è un’esperienza profonda che porta con sé anche il dono dell’umiltà: una Forza che, se accolta, mi permette di fare al meglio quello che sto facendo.

Grazie ai Movimenti posso comprendere quello che avevo capito; posso fare esperienza di ciò che negli anni precedenti avevo immagazzinato come sapere: corsi, seminari e libri che erano risuonati in me come IL percorso da seguire, ma che erano rimasti solo nozioni. Avevo capito, sapevo, ma era teoria. Molto diverso è stato sperimentarlo.

Scopro, passo dopo passo, profondità sempre più vaste, in me e nell’insegnamento, possibilità non immaginabili… ciò che è finito può giungere a una fine, la Vita invece non finisce mai.

Ho compreso che è necessario allenarsi, come fare ginnastica, passo dopo passo, con pazienza e tenacia, perché in fondo è un Lavoro!

Ad esempio, l’esercizio sulla non manifestazione delle emozioni negative è cambiato. Grazie alle Danze ho sentito che le stavo reprimendo e giudicando (“non dovrei arrabbiarmi”, oppure “ancora sono al punto in cui provo rabbia?”).

L’attrito che avrei dovuto sentire tra l’energia della rabbia, che sale dal basso verso l’alto, e la sua non espressione era una lotta contro me stessa. L’allenamento che, seminario dopo seminario, ho fatto nel “mantenere la posizione neutra” appena la Danza è finita, senza mettermi a posto la maglietta, grattarmi, sbuffare, cercare la complicità degli altri con lo sguardo, ma restando ferma, sguardo aperto dritto davanti a me e respirando, senza essere il punto di dispersione dell’energia che si è creata, mi ha “aperto una finestra”. Innanzitutto ho sentito che l’emozione, qualsiasi emozione, è un’energia. E che quell’energia, se non dispersa in manifestazioni, ma tenuta, accolta, mantenendo una posizione neutra dentro e respirando, può quindi “trasmutarsi”.

(Ilaria, allieva di Shurta)

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