“Come è con ogni cosa, così è con i Movimenti”

movimento gurdjieff

Prieuré, 9 febbraio 1923 

Come è con ogni cosa, così è con i movimenti. I movimenti sono eseguiti senza la partecipazione di altre parti dell’organismo. Alcuni movimenti sono dannosi per l’organismo. E’ utile per le sue conseguenze. Sottolineo per le sue conseguenze. Però, per quella particolare scala cui l’organismo è abituato, ogni movimento che vada al di là di questa scala è dannoso all’inizio, per un breve tempo.

I Movimenti divengono utili in futuro se sono accompagnati da opportuni calcoli. I movimenti, presi come lavoro, possono essere divisi nella categorie seguenti:

  1. Quando si prendono in considerazione le caratteristiche della costituzione di un uomo, quelle attuali e quelle che sono probabili per il futuro.
  2. Quando la respirazione partecipa al movimento.
  3. Quando il pensiero partecipa al movimento.
  4. Quando partecipa il vecchio, costante, immutabile caratteristico movimento di un uomo.

Solo se i movimenti sono connessi alle cose che ho citato possono essere utili per la vita ordinaria, di ogni giorno. Separo l’idea della vita di ogni giorno dall’idea della vita collegata con il lavoro per l’auto-perfezionamento e lo sviluppo interiore.

Per vita di tutti i giorni intendo una vita normale e sana. Per il nostro lavoro, a parte le quattro categorie che ho citato, dobbiamo associare al movimento i nostri sentimenti e le nostre sensazioni normali, come pure i sentimenti speciali e le sensazioni speciali che cerchiamo di acquisire. Quest’altra sensazione dovrebbe essere acquisita senza distruggere le sensazioni che sono già presenti. Perciò vi sono quattro condizioni.

Vedete perciò che perché un movimento sia effettivamente utile dobbiamo aggiungere ad esso tutti gli altri movimenti di cui ho parlato prima di una categoria differente. Dovete comprendere che solo allora un movimento può essere utile. Non si può ottenere alcun risultato se manca anche solo una di queste condizioni.

Il più facile dei nostri movimenti è quel rozzo movimento organico (che abbiamo già studiato). I movimenti che abbiamo fatto finora sono quelli che fanno tutti, e tutti li possono fare. E sebbene i movimenti che faremo possono apparire complicati ad una prima occhiata, possono essere fatti facilmente da tutti, a condizione che siano praticati a sufficienza. Tuttavia, se incominciamo ad aggiungere a questi movimenti una delle condizioni che ho citato, risulterà molto più difficile e non sarà più possibile per tutti. E se aggiungiamo gradualmente varie condizioni, un tale movimento diverrà possibile solo per un numero molto limitato di persone.

Infine, in modo di poter dare un inizio al perseguire l’obiettivo per il quale abbiamo incominciato a studiare i movimenti, è necessario aggiungere al movimento che procede in noi le condizioni di cui ho parlato.

Ora, per incominciare, è essenziale distinguere i tipi più o meno appropriati. Unitamente a questo, gradualmente studieremo e praticheremo la seconda condizione, ovvero la respirazione. In un primo momento saremo divisi in gruppi, e poi divideremo i gruppi stessi, ed in questo modo arriveremo ai singoli.

(G.I. Gurdjieff, “Vedute dal mondo reale”)

 

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